“La riforma Fornero nasce e si sviluppa nei sottoscala della politica, in accordicchi tra i partiti che sostengono in Parlamento il governo Monti, fuori da un confronto reale con il Paese e le forze sindacali.
Si mette la parola fine sulla straordinaria vicenda del diritto del lavoro italiano capace di riconoscere e tutelare il soggetto più debole – cioè il lavoratore – nel rapporto con l’impresa.
La cura per la difformità di tutele fra lavoratori stabili e lavoratori precari, è risolta con un livellamento al ribasso, scegliendo non di ampliare le garanzie ma di ridurle a chi le aveva faticosamente conquistate.
La riforma è sbagliata per le modalità con cui affronta alcuni snodi fondamentali: l’articolo 18 per come lo abbiamo conosciuto non esisterà più, il reintegro è reso quasi impossibile. La questione è clamorosamente confermata dallo stesso Monti, che si è affrettato a tranquillizzare le aziende specificando che “il reintegro è riferito a fattispecie estreme ed improbabili”.
L’apprendistato dovrebbe diventare il contratto prevalente per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro; i contratti a termine non dovranno essere più giustificati; persino la norma sulle partita iva rischia di essere un vero pasticcio.
Non viene abolita nessuna delle quarantasei forme contrattuali, nemmeno le più precarie, anzi viene reintrodotta la forma odiosa dell’associazione in partecipazione. Nulla per combattere il precariato; nulla sul reddito minimo; nulla sulle politiche per lo sviluppo della nostra economia. Sugli ammortizzatori sociali la situazione è drammatica: da un sistema che garantiva uno scivolo verso la pensione e il mantenimento del rapporto con l’impresa, si passa ad un sistema che sgancerà immediatamente l’azienda dai lavoratori, lasciandoli soli con un sostegno economico di pochi mesi prima della disoccupazione.
Le cose vanno chiamate con il loro nome, siamo di fronte ad una riforma contro il lavoro.
Siamo convinti che la mobilitazione sociale e sindacale, il conflitto e la discussione parlamentare possano ancora evitare questa tragedia. Sinistra Ecologia Libertà ha scelto da tempo da che parte stare, verificheremo nei prossimi giorni cosa farà il resto del centrosinistra”.
Il Coordinamento Federale