
Albenga. Nell’ambito dell’incontro pubblico sul tribunale di Albenga organizzato dal circolo del Ponente Savonese di Sel, tenutosi il 30 marzo presso l’Auditorium San Carlo di Albenga, sono stati affrontati i problemi che affliggono la Giustizia in generale, con ovvi riferimenti specifici alla sede ingauna.
“Abbiamo duramente attaccato il potere politico (sia di centro destra, sia di centro sinistra) per l’assenza di iniziative a difesa del Tribunale di Albenga, ponendo in evidenza le gravissime ripercussioni che il prolungarsi dell’agonia del presidio di giustizia e la sua eventuale soppressione determinerebbero, in particolare, sul mondo del lavoro e sulla possibilità, per i cittadini del comprensorio, di accedere alla tutela dei loro diritti” afferma Alessandro Aschero, coordinatore del Circolo del Ponente savonese di Sel.
Il Capogruppo di minoranza consiliare del Comune di Borghetto, avvocato Giovanni Sanna ha sfidato il sindaco di Albenga, unico amministratore presente al convegno, a costituire una sorta di commissione permanente composta dai parlamentari della Provincia, dal presidente della Provincia e dal presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, affinché si attivi presso la Commissione Ministeriale (costituita per decidere quali sedi mantenere e quali sopprimere), presentando dati oggettivi e numeri che, di fatto, giustificherebbero non solo il mantenimento del Tribunale di Albenga, ma anche il suo potenziamento.
“Il sindaco Guarnieri ha raccolto la sfida e, a questo punto, attendiamo che alle dichiarazioni di intenti seguano fatti concreti – commenta Aschero – Non riteniamo tollerabile che il Tribunale ingauno sia lasciato al suo destino trascinando con sé i diritti fondamentali dei cittadini, mortificando i lavoratori che, in condizioni impossibili, operano nella sede e i cittadini che della giustizia debbono potersi servire senza sopportare la frustrazione dell’inefficienza e della disorganizzazione cagionata dalla tremenda carenza di personale. A maggior ragione ove si consideri che lo stato comatoso della giustizia locale e nazionale è frutto di sistematiche omissioni e azioni del potere politico volte a renderla sempre meno efficiente, favorendo, con ogni evidenza, centri di potere criminali fortemente interessati alla creazione di un deserto giudiziario”.