
Savona. “Purtroppo ci sono delle condizioni che non sono ottimali. Il porto di Savona dovrebbe essere gestito in maniera da portare più lavoro per la Compagnia Portuale perché in questi momenti soffriamo e siamo l’ultima ruota del carro a livello economico”. Così ha parlato questa mattina, a margine dello sciopero, facendosi portavoce del pensiero di tutti i suoi colleghi, Giordano Pia, della Fit-Cisl e socio lavoratore della Compagnia Pippo Rebagliati.
“A pagare le spese maggiori poi siamo sempre noi che sentiamo questa crisi, che certamente colpisce tutti, in maniera più forte. Ci sarebbero molte potenzialità da sviluppare per cercare di mitigare le sofferenze economiche” prosegue Pia.
Parlando delle problematiche del porto di Savona nello specifico il lavoratore della Compagnia Rebagliati osserva: “Ha molti problemi, ma possono essere messi a posto. La viabilità magari è una di quelle: tanti utenti si lamentano dei tempi di uscita dal porto. Andrebbero poi sviluppati in maniera più ottimale i traffici perché molti che prima erano qui ora sono finiti su altri porti”.
“Tante merci, come per esempio la cellulosa solo per citarne una, sono ad alto tasso di manodopera e darebbero molto lavoro, ma non sono sfruttate al meglio nel porto di Savona e questo porta a sofferenze economiche. Problemi che si scaricano su di noi e portano a generare momenti come questo che non fanno bene a nessuno” conclude Giordano Pia.
Nell’ambito dello sciopero è emersa anche una protesta contro il mancato rispetto dei piani d’impresa: “Il porto è demanio pubblico, per operare in porto occorre quindi una concessione e i terminalisti non hanno rispettato i piani d’impresa. A farne le spese siamo noi visto che a forniamo la manodopera” puntualizza Fulvio Carbone delegato della Cisl.
Carbone ha anche voluto ricordare i problemi che affliggono il porto di Vado: “Nell’area di Vado c’è una realtà ben consolidata che è la Reefer Terminal, che in questo momento è in crisi e ha mandato in cassa integrazione parecchi lavoratori. Di sicuro poi per il porto di Savona-Vado c’è il nodo cruciale della piattaforma Maersk: se il Ministro Passera non firma gli stanziamenti per quanto concerne quest’opera noi rischiamo davvero il collasso”.