
Savona. Resta in carcere Ilvi Secci, il trentenne che è finito in manette sabato scorso con l’accusa di tentato omicidio perché – questa almeno l’accusa – avrebbe aggredito armato di coltello lo zio della moglie nell’appartamento in via dei Cappuccini alla Villetta dove fino alla notte precedente avevano abitato insieme. L’uomo è stato interrogato questa mattina dal gip Donatella Aschero che ha convalidato l’arresto e confermato la misura di custodia cautelare in carcere.
Secondo quanto ricostruito i carabinieri sarebbero arrivati giusto in tempo per evitare che Secci potesse colpire il parente: “Vi ho aspettato, per ammazzarlo” avrebbe detto il giovane ai militari, due dei quali, mentre lo stavano immobilizzando, sono rimasti leggermente feriti e hanno poi dovuto ricorrere alle cure dei medici del San Paolo.
Per questo motivo, a Ilvi Secci era stata contestata anche l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Il trentenne, difeso dall’avvocato Giusto, nel corso dell’interrogatorio ha però respinto le accuse: “Non ho preso il coltello con l’intenzione di colpirlo”. Nessuna volontà di uccidere quindi, ma, probabilmente, solo un tentativo di minacciare lo zio con il quale stava avendo un’accesa discussione.
Nella notte precedente all’arresto (quella fra venerdì e sabato scorso), tra l’altro, c’era già stata una lite nella casa di via Dei Cappuccini che avrebbe coinvolto Ilvi Secci, la moglie e lo zio della donna e richiesto l’intervento delle pattuglie di polizia e carabinieri.