
Savona. Un’udienza preliminare con ben quarantasei imputati (di cui cinque, all’epoca dei fatti, erano finiti in manette). E’ quella celebrata ieri, davanti al giudice Emilio Fois, per una una maxitruffa alle finanziarie Citifin e Findomestic (le accuse vanno dalla truffa al falso) e che aveva preso le mosse da un’indagine dei carabinieri di Savona battezzata “Operazione Broker”.
Ieri sono stati definiti quattro patteggiamenti mentre il procedimento per il resto degli imputati è stato rinviato al 17 luglio per definire le altre posizioni (alcuni potrebbero scegliere la via del rito abbreviato oppure decidere per altri patteggiamenti).
Per ora hanno patteggiato Alberto Rossi (1 anno e 8 mesi) e Alberto Rogano (1 anno) che dovevano rispondere di associazione per delinquere, falso e truffa; Gabriel Argenta, 1 anno e 4 mesi (indagato per rapina: dal suo interrogatorio sarebbe scaturita l’intera indagine) e un quarto indagato, Daniele Schinca, 8 mesi per falso e truffa.
Dalle indagini dei carabinieri era emerso che i prestiti di denaro e piccoli finanziamenti erano erogati (per importi che variavano dai 4 ai 15 mila euro) a clienti che non avevano i requisiti per poterli ottenere perchè erano disoccupati o non offrivano le opportune garanzie. Il tutto allegando alle domande di finanziamento finte lettere di assunzione, falsi contratti di lavoro e buste paga con tanto di timbro dell’Inail (e questo è un reato particolare, l’uso di sigilli dell’amministrazione statale), intestati a ignari esercenti della provincia di Savona: ristoratori, albergatori, imprenditori edili.