
Savona. Lanci di pietre e raid vandalici contro le auto parcheggiate nel quartiere di Lavagnola e in via al Santuario, ci risiamo. Episodi simili si erano già verificati in passato (dal 2007 e fino ai primi mesi dell’anno scorso) ed erano stati denunciati dagli abitanti della zona. Dopo una serie di accertamenti ed indagini (erano state installate cinque telecamere puntate sui binari della ferrovia e sulla strada Provinciale), gli agenti della polizia ferroviaria e i vigili urbani avevano identificato il presunto responsabile di quella serie di atti vandalici: un quarantaseienne senza fissa dimora, Davide Calabrò, che nel dicembre scorso era stato condannato.
Da qualche giorno però i residenti della zona già presa di mira in passato sembrano essere ripiombati nell’incubo dei raid vandalici. Alcuni di loro hanno infatti denunciato altri episodi di danneggiamento e lancio di massi: in particolare una cittadina aveva segnalato di aver trovato diversi massi (anche di grosse dimensioni) che impedivano il passaggio sulla strada provinciale, mentre a febbraio si erano registrati altri episodi vandalici a danno di quattro autovetture. Insomma un copione già visto che ha fatto vivere uno spiacevole “déjà vu”.
Su questa nuova serie di atti vandalici sono in corso indagini della Polfer e della Polizia Municipale e in Procura è stato aperto un fascicolo contro ignoti per i reati di getto pericoloso di cose e attentati alla sicurezza dei trasporti. Il sospetto è che dietro questi episodi possa esserci di nuovo proprio Davide Calabrò, che, dopo un periodo in carcere, adesso è di nuovo in libertà ed è tornato a vivere all’interno di una baracca poco distante dalla ferrovia.
Visto che i lanci di sassi vengono tutti effettuati da un cavalcavia in via Santuario è stato anche richiesto alle Ferrovie dello Stato di provvedere ad installare delle reti metalliche a protezione della strada. Un primo passo per cercare di fermare la “pioggia” di sassi in via Santuario.