
Savona. Avevano archiviato multe e procedimenti amministrativi a carico di vari personaggi – tra cui sindaci e un capo ufficio delle Ferrovie dello Stato – elevati da vari organi (tra cui Polizia Provinciale, Noe – Nucleo Operativo Ecologico dei carabinieri – Corpo Forestale dello Stato, agenti del Wwf Nucleo di Savona) per una serie di violazioni che vanno dall’esercizio di attività venatoria senza le dovute autorizzazioni, al transito su strade forestali in cui è vietata la circolazione, al mancato rispetto di normative che riguardano trasporto o smaltimento di rifiuti.
Per ogni contestazione, i due adducevano giustificazioni, poi smentite dagli organi accertatori, in modo da archiviare i procedimenti in corso ed evitare grane a chi aveva violato le disposizioni previste dalla legge. In questo modo, Vincenzo Gareri – in qualità di dirigente del settore ambiente della Provincia di Savona, e, tra l’altro, oggi tra gli indagati di un altro procedimento, ossia quello che riguarda l’alluvione dell’ottobre 2010 a Varazze – e Marco Del Padrone – in qualità di direttore amministrativo – sono finiti nei guai per abuso d’ufficio, per una serie di contravvenzioni annullate tra il 2003 e 2004.
Per fare solo qualche esempio, nel capo d’imputazione a carico dei due si legge dell’archiviazione di un procedimento che vedeva un sindaco accusato di non aver presentato nel termine previsto la comunicazione annuale dei rifiuti prodotti dall’attività comunale nel 2001 e 2000, “adducendo che i rifiuti trattati erano non pericolosi, mentre in realtà si trattava di rifiuti speciali e non assimilabili agli urbani”; poi c’è il caso del capo ufficio delle Ferrovie dello Stato S.p.a. nei confronti del quale, nel 1998, era stata elevata una multa da 20 milioni di lire per aver “aperto e mantenuto attivo a Carcare uno scarico in difetto della prescritta autorizzazione adducendo la mancanza di dolo o colpa degli interessati”. Tutte giustificazioni, queste, smentite dai fatti e dagli accertamenti degli organi competenti.
Si tratta di una quindicina di “casi” per i quali, tuttavia, oggi nessuno pagherà: questa mattina è stata infatti pronunciata sentenza di non luogo a procedere per prescrizione del reato.