
Se già la cultura diffusa non insegna ai giovani a cercare e a scoprire il proprio talento, una società che non premia il merito tende a demotivare lo sforzo, soprattutto del giovane.
L’assurda organizzazione sociale del mondo del lavoro e del mondo politico fanno sì che non si investa sul talento giovanile. Una vera valorizzazione del giovane porterebbe ad un incremento del lavoro stesso in termini di ottimizzazione e ad un ricambio politico che tanto servirebbe al nostro paese.
Mi rammarico che ciò non venga nemmeno considerato a livello nazionale, ma non solo, basta vedere le elezioni comunali di Cairo, dove nella lista civica di “Cairo per tutti” la persona più giovane ha 28 anni e la media spicca a 48,6 anni. Soffermatevi sull’età media della lista e considerate due cose: la prima è che la media d’età italiana è di 42 anni e la seconda che l’età media del parlamento italiano è di 50 anni.
Credo che vi renderete conto da soli della gravità di del primo e dell’ultimo dato. Non è possibile che i giovani continuino ad essere messi da parte, ormai l’unica ipotesi è che tutti questi ragazzi si mettano insieme per fare qualcosa di serio per le proprie realtà e la propria gente. Non è possibile che esistano ancora delle situazioni dove i giovani non vengano nemmeno considerati. È un’assurdità.
“I giovani sono il nostro futuro” continuano a dire i politici, gli stessi politici che poi hanno paura di quei giovani per timore che gli portino via la loro amata poltrona!
Mi auguro, come giovane, che qualcuno provi finalmente a prendere la situazione in mano per cambiare queste logiche di poltrone che hanno portato il nostro paese alla rovina.
Andrea Castellini