
Liguria. Il Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno, concordato con tutte le associazioni di categoria, per chiedere al governo nazionale l’alleggerimento della pressione fiscale sulle imprese agricole; infatti la prossima introduzione dell’Imu, prevista dal decreto cosiddetto “Salva Italia”, determinerà un aggravio fiscale per le imprese agricole, con un prelievo stimato pari al 5% del valore complessivo della produzione agricola nazionale.
Verranno tassati anche stalle, magazzini e tettoie, senza possibili compensazioni invece previste per altri settori produttivi, dopo che, negli ultimi mesi, le imprese agricole hanno visto crescere costantemente i loro costi di produzione, a causa dell’aumento del gasolio e dell’Iva e dell’eliminazione di alcune agevolazioni.
Di qui la protesta degli addetti del settore. Foltissima la rappresentanza della Confagricoltura, con presenze da tutte le Province ed accompagnata da Carlo Parodi, assessore all’agricoltura del comune di Albenga, nelle vesti di rappresentante del Sindaco. La manifestazione è culminata con il ricevimento, da parte del Prefetto, di una delegazione degli agricoltori, la quale ha consegnato un documento di sintesi delle problematiche legate all’applicazione dell’Imu. Il Prefetto si è impegnato a farsi portavoce delle istanze direttamente, e nei prossimi giorni, con il Governo.
Il Presidente di Confagricoltura Savona Rebella ha mostrato, al termine del presidio, la soddisfazione per l’approvazione degli emendamenti al Decreto Legge fiscale n. 16/2012 all’esame del Senato in cui, per quanto riguarda l’Imu, è stato confermato il percorso stabilito al tavolo fiscale ovvero che il gettito in agricoltura non debba superare per l’anno in corso un contributo aggiuntivo di 135 milioni di euro per i fabbricati rurali ad uso strumentale e di 89 milioni di euro per i terreni.
“Si convalidano così – ha commentato Rebella – le tesi più volte sostenute al tavolo con il Governo circa l’eccesso del carico Imu richiesto al settore agricolo e vanno in direzione dell’equità fiscale”.
“Tuttavia – ha proseguito Rebella – siamo fermi nell’affermare l’iniquità del pagamento dell’Imu sui fabbricati strutturali e quella relativa all’aumento dell’aliquota applicata ai terreni agricoli dati in affitto, spesso da genitori che cedono l’attività ai figli perché ne continuino la stessa”.
“Occorre – ha concluso il presidente di Confagricoltura Savona – ricordare anche il problema, tutto ligure, delle tariffe degli estimi catastali, assolutamente non in linea con quelli del resto del Paese. Queste sperequazioni provocano insostenibili tassazioni per le nostre aziende, ed unite al costante aumento dei costi di produzione e al prezzo del gasolio ormai ‘fuori da ogni regola’, rischiano di decretare la fine della nostra agricoltura e l’abbandono del presidio del territorio”.
La protesta ha ottenuto anche l’appoggio del Pd. “Siamo solidali con la categoria – ha sottolineato Scibilia, che è anche presidente della Commissione Attività Produttive – e appoggiamo con forza la richiesta di escludere i fabbricati strumentali dalla base imponibile IMU, il ripristino delle agevolazioni sui terreni posseduti e condotti da imprenditori agricoli o coltivatori diretti, la riduzione del costo del gasolio attraverso un sistema di credito d’imposta e una complessiva rivisitazione delle tariffe d’estimo al fine di evitare sperequazioni fra analoghe categorie produttive in territori differenti”.