
Si inserisce la carta all’interno del bancomat, ma non si riesce a comporre il pin nè a fare nessun’altra operazione, e poi la carta viene inspiegabilmente trattenuta nello sportello automatico. Se succede una cosa del genere è bene fare attenzione perché, con tutta probabilità, si è vittima di una truffa. Il raggiro in questione non è una novità e nemmeno l’ultima frontiera in campo di frodi per clonare o rubare i bancomat: già dal 2001 in Italia si registravano casi di questo tipo. Nell’ultimo periodo però questa truffa sembra essere tornata in auge.
Il sistema per raggirare ignari utenti è semplice: il truffatore si avvicina ad uno sportello e sembra fare una normale operazione, ma, in realtà, sta posizionando una “trappola” nel bancomat per “catturare” la carta al prossimo utente. Quando la potenziale vittima inserisce la carta questa non gli viene più restituita e non è possibile procedere con l’operazione. Proprio in quel momento entra in scena il ladro che offre il suo aiuto con lo scopo di carpire il codice segreto della carta: il cliente viene infatti convinto a ritentare l’inserimento del pin e il finto “buon samaritano” così riesce a memorizzarlo.
Solitamente, dopo diversi tentativi che non fanno a buon fine, la vittima si convince che il bancomat sia stato trattenuto dalla banca e si allontana, lasciando la carta nelle mani del truffatore. Il ladro infatti, appena l’ignaro cliente si allontana, ritorna e recupera la carta dallo sportello automatico: ora non solo ha la carta, ma anche il codice segreto che la vittima gli inconsapevolmente rivelato.
La “trappola” è fatta con un pezzo di pellicola usata per i raggi X, un materiale che ben si presta anche per via del colore nero simile alla fessura del lettore del bancomat. Viene introdotta nella fessura dello sportello automatico in maniera da aderire perfettamente con i suoi contorni e risultare quasi invisibile. Le fenditure della pellicola sono tagliate in entrambi i lati della trappola per evitare che la carta possa tornare indietro prima di aver effettuato o annullato ogni eventuale operazione. Appena la vittima è andata via, il truffatore recupera la carta rimuovendo la “trappola”: scolla le due punte incollate e tira fuori il pezzo di pellicola con all’interno la carta trattenuta.
Il consiglio quindi, se capita che il bancomat venga trattenuto dallo sportello, è quello di controllare bene la fessura dove si è inserita la carta. Nel caso in cui si noti qualcosa di anomalo è bene comunicarlo immediatamente alla polizia ed alla banca. E, possibilmente, evitare di comporre il pin davanti ad uno sconosciuto e poi “abbandonare” il proprio bancomat nello sportello.