
Finale Ligure. “Support our Marines” è la scritta che campeggia nello stendardo affisso nell’androne del palazzo comunale di Finale Ligure, in segno di solidarietà con i marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, prigionieri in India.
Un’affissione contestata dal Partito Comunista dei Lavoratori, che sta valutando anche azioni legali. Riferisce Matteo Piccardi, consigliere del Pcl: “E’ un’affissione abusiva all’interno stesso del palazzo civico, contraria ad ogni principio legale, che autorizza chiunque, allora, ad appendere manifesti. Ferma restando la solidarietà umana per i due ragazzi del Reggimento San Marco, protagonisti di una vicenda ancora da chiarire, vicenda simile per altro a quella di ben altri 32 italiani in giro per il mondo (emblematico il caso di Tommaso Bruno di Albenga costretto alla carcerazione proprio in India) appare grave che venga utilizzata la sede del Comune, ente pubblico dei finalesi, per affiggere un manifesto targato da interessi smaccatamente di partito e militaristici”.
“Ancora più grave e arrogante è che l’amministrazione abbia agito senza una delibera di giunta e senza avere comunicato ufficialmente nulla al Protocollo, dunque a nostro avviso in violazione della legge – rincara Piccardi – Dopo avere già usato alcuni anni fa gli scarponi chiodati della propria ideologia contro il sacrario dei Partigiani, la giunta Richeri avrebbe dovuto oggi dare priorità, se proprio intendeva sostenere qualcuno, a quei migliaia di lavoratori stremati dalla crisi o licenziati, ai centinaia di piccoli commercianti azzannati dai debiti, alle diverse realtà produttive che rischiano di chiudere nella nostra provincia. Questa la sensibilità da offrire ai cittadini all’entrata del Comune”.
“Il Pcl sta valutando iniziative legali contro questa affissione e pretende la rimozione immediata del manifesto, soprattutto perché il Comune non è proprietà della maggioranza berlusconiana, ma del popolo finalese” conclude Piccardi.