
Liguria. Il punto 20 della odierna riunione di giunta regionale recita così: “20 Affidamento di incarico in house, a Filse spa per attività di studio finalizzate al riassetto complessivo del trasporto pubblico regionale e locale. Importo di spesa 449.169,06 euro iva inclusa. (Proponenti: Sergio Rossetti e Giovanni Enrico Vesco)”.
Si tratta del famoso studio per la realizzazione del bacino unico per il trasporto pubblico regionale. La decisione della giunta è quello di affidarlo alla società interamente posseduta dalla Regione, ovvero la FILSE spa.
La cifra che sarà impegnata per la realizzazione di questo studio è ingente, va detto che si tratta di uno studio molto complicato, ma l’importo di 449.169,06 euro iva inclusa, in un periodo di crisi e tagli dalla sanità ai servizi sociali sembra, ad addetti ai lavori e non, troppo elevata.
“Per quanto ne so – spiega un alto funzionario regionale – FILSE non avrebbe in casa queste competenze e sarebbe quindi costretta o a subappaltare parte del lavoro oppure a richiedere delle consulenze a professionisti con competenze del sistema trasportistico”.
Il funzionario, che ha chiesto per evidenti motivi di non essere citato, ha spiegato che parte del lavoro sarebbe stato possibile affidarlo alle stesse aziende di trasporto pubblico e che in ogni caso i piani di servizio provinciali e quelli dell’area metropolitana di Genova già esistono e per questo la metodologia di lavoro avrebbe potuto essere ben diversa.
Anche ai sindacati la cifra sembra elevata, come spiega Antonio Cannavacciuolo sindacalista di AMT: “Ci sembrano cifre elevate, sapevamo che la Regione avrebbe commissionato questo studio, ma nessuno di noi aveva idea che sarebbe costato come lo stipendio per un anno di circa 15 lavoratori”.
Cannavacciulo punta il dito anche sulla natura di FILSE: “Essendo una società della Regione dovrebbe tirare la cinghia come tutti gli altri settori, non vorrei che per finanziare questo studio si dovessero tagliare ulteriormente altri servizi”, conclude il sindacalista.