
Valbormida. “Nemiche amiche” proprio come le protagoniste del film con Julia Roberts e Susan Sarandon. Nella storia hollywoodiana però le due donne, dopo non essersi sopportate a lungo, finivano per fare la pace. Nella storia che ha per protagoniste due signore che abitano in Valbormida invece sembra essere successo esattamente il contrario: le due prima erano amiche e poi, in seguito ad una lite, hanno finito per trascinarsi in tribunale dove una è imputata per lesioni, minacce, danneggiamenti e ingiurie nei confronti dell’ex amica.
I fatti risalgono all’agosto del 2011 quando, secondo la versione della parte offesa nel processo, l’amica dopo una discussione (non legata a motivi di gelosia) aveva perso la testa finendo per colpire a badilate l’auto del suo compagno, danneggiare la porta di casa loro ed insultarli. Qualche mese dopo inoltre, sempre secondo l’accusa, l’imputata, dopo aver incontrato per strada l’altra donna, che si sarebbe rifiutata di salutare la sua figlioletta, l’avrebbe spintonata procurandole delle leggere contusioni (4 giorni di prognosi). Da qui l’accusa di lesioni.
Questa mattina in tribunale sono state sentite l’imputata, l’ex amica ed il suo compagno che hanno fornito delle versioni differenti dell’accaduto. L’imputata sostiene di aver solo tirato qualche pugno sulla porta perché voleva che l’uomo uscisse per avere un chiarimento circa la loro discussione avvenuta poco prima vicino ad un bar: “Avevo chiesto alla mia amica se poteva ospitare me e i miei figli per la notte, ma il suo compagno non era d’accordo e quindi lei rifiutò. Allora cercai di avere delle spiegazioni. Comunque era estate, avevo le infradito e quindi non avrei mai potuto tirare dei calci alla porta come dicono. In più quel portone aveva già dei segni prima di quel giorno” ha raccontato l’imputata.
Sulla macchina la donna ha precisato: “La mia auto è piccola, un badile nemmeno ci sarebbe entrato e quindi come potrei averlo usato?”. L’altra donna ha invece confermato le accuse: “In passato ci siamo sempre aiutate tanto, ma quella sera aveva perso la testa e non si era più controllata”. Al termine delle audizioni il processo è stato rinviato al prossimo 1° giugno quando, salvo sorprese, la battaglia giudiziaria andrà avanti. Le possibilità che le due facciano pace infatti sembrano essere molto poche: la parte offesa ha spiegato al giudice di non avevre alcuna intenzione di rimettere la querela.