
Varazze. Per molti mesi l’inchiesta relativa all’alluvione del 4 ottobre del 2010 a Varazze è rimasta aperta contro ignoti, ma ora le indagini della Procura hanno portato ad una svolta. Su quel fascicolo infatti sono stati iscritti due nomi: si tratta di Bernardino Damele e Vincenzo Gareri, due funzionari dell’ufficio lavori pubblici della Provincia di Savona, il primo dei quali nel frattempo è andato in pensione.
La svolta che ha portato ad indagare i due tecnici di Palazzo Nervi è arrivata sulla base di una prima analisi dei magistrati, il Procuratore Francantonio Granero ed il sostituto Giovanni Battista Ferro, sulla consulenza del pool di periti del Cima che, dopo l’alluvione, ha svolto uno studio approfondito sul disastro. L’ipotesi di reato che viene contestata dalla Procura ai due funzionari è di inondazione colposa. Secondo quanto trapelato, Damele e Gareri avrebbero omesso di fare le dovute verifiche relativamente ad alcune pratiche edilizie riguardanti le aree attorno ad un rio varazzino.
Secondo l’accusa insomma ci sarebbero alcuni obblighi giuridici delle pubbliche amministrazioni che non sono stati rispettati e che potrebbero rientrare nelle concause del disastro dell’ottobre 2010. Dall’analisi della consulenza sarebbero state individuate le prime cause che hanno portato alle esondazioni dei torrenti e a tutte le drammatiche conseguenze provocate dalle piogge intense di quel giorno. Cause che sarebbero collegabili a tutta una serie di omissioni compiute nello svolgimento di alcune pratiche amministrative e che, di conseguenza, hanno portato all’iscrizione sul registro degli indagati dei primi nomi.
Il lavoro degli inquirenti, fin dall’inizio, era stato concentrato sul nesso di causalità e sull’analisi dell’eventuale elemento soggettivo del reato. Insomma la Procura vuole capire se quanto è successo a Varazze possa essere stato provocato da una qualche condotta umana errata. Damele e Gareri saranno sicuramente ascoltati nelle prossime settimane in Procura. L’inchiesta nel frattempo continua e non è assolutamente da escludere che possa ben presto allargarsi allungando la lista degli indagati.