
Alassio. Processo riviato per le due turiste “scroccone” che, dopo essersi finte benestanti cardiologhe torinesi, hanno truffato una decina di negozianti alassini e il titolare dell’Hotel Enrico, lasciando conti da pagare, anche a tre zeri, dopo aver lamentato improvvisi problemi alla carta di credito.
L’udienza odierna, che si sarebbe dovuta tenere di fronte al giudice Pisaturo del tribunale di Albenga, assente per problemi di salute e sostituito dal giudice onorario Ricciardi, si è risolta nel rinvio dell’audizione dei testimoni dell’accusa e delle parti offese al prossimo 2 novembre. Nel frattempo, l’avvocato Alessandro Chirivì, che rappresenta il titolare dell’hotel Enrico truffato per una somma che si aggira attorno ai 2500 euro, ha depositato la costituzione di parte civile. Il difensore delle finte cardiologhe (E.C. e M.C) ha invece rimesso il mandato e il giudice ha nominato un difensore d’ufficio.
I fatti risalgono all’estate 2008 (precisamente al periodo compreso tra il 25 giugno al 3 luglio) quando le turiste piemontesi hanno scelto come meta per le proprie ferie la rinomatissima Alassio, lasciandosi andare alla pazza gioia tra i negozi e gli hotel più esclusivi della città del muretto e senza mai sborsare un euro.
A cadere nella loro rete, e a lasciarsi affascinare dai loro modi garbati e aristocratici, sono stati, oltre al titolare dell’albergo, ben dieci commercianti alassini. Le due donne lasciavano il conto da pagare con la scusa di avere un problema temporaneo con le proprie carte di credito. In ogni esercizio commerciale, compresa la centralissima farmacia inglese, E.C. e M.C. hanno fatto acquisti per 300-400 euro per poi non farsi più vedere.