
Liguria. “Trenitalia, anche il Liguria, sta procedendo in questi giorni all’introduzione di un nuovo sistema di gestione del personale degli equipaggi costato alcuni milioni di euro. Purtroppo, dopo un anno di sperimentazione in altre Regioni, siamo costretti a denunciare che il programma non produce i risultati sperati e scarica su lavoratori e cittadini i suoi costi e le sue inefficienze”. La denuncia arriva dai sindacati del trasporto.
“I guasti del sistema violano le norme contrattuali sull’orario di lavoro, provocando scontri tra azienda e lavoratori e procurano ingenti spese in termini di ricorso allo straordinario in un momento in cui le aziende di trasporto dovrebbero essere tutte impegnate a razionalizzare le spese, piuttosto che a generare nuovi sprechi. Il fatto più grave,che abbiamo segnalato anche al Comitato Pari Opportunità, è che i primi a pagare sono stati i più deboli: le lavoratrici madri, che dovrebbero usufruire dei benefici previsti dalla legislazione vigente in materia di tutela dell’infanzia, e possono esercitare il diritto di esenzione o di riduzione della prestazione, sono state poste fuori turno perchè questo sofisticatissimo sistema non prevede la possibilità di costruire turni con limitazioni orarie” aggiunge la nota sindacale.
“Tale condizione, oltre che vanificare gli effetti delle agevolazioni di legge, genera discriminazioni e riduce sensibilmente la possibilità di esercitare in tranquillità il ruolo di madre o di padre, stante la condizione di “ disponibile”, che non permette di programmare al meglio gli impegni familiari in ragione della precarietà conseguente all’utilizzazione giornaliera tipica di questi lavoratori utilizzati su turni non cadenzati nelle 24 ore”.
“Filt, Fit, Uilt, Ugl e Fast Liguria interessando anche il Comitato Pari Opportunità aziendale hanno richiesto più volte l’interruzione del nuovo sistema senza ottenere risposte dall’Azienda, che continua inspiegabilmente a sprecare risorse e a violare il contratto. Auspichiamo che almeno, con l’approssimarsi dell’otto marzo, sia rimasto qualche dirigente illuminato in Trenitalia che decida di riassegnare un turno alle mamme e ai papà ingiustamente penalizzati dalle ennesime scelte sciagurate di questa azienda” conclude la nota.