
Vado/Quiliano. Le voci trapelate negli ultimi giorni si sono rivelate fondate: le trattative tra Comuni di Vado e Quiliano con la Provincia e la Regione Liguria sulla delibera regionale relativa al progetto di ampliamento della centrale termoelettrica di Vado Ligure non sono andate a buon fine.
Al termine di due settimane di incontri e consultazioni anche a livello legale, la decisione delle due amministrazioni comunali è quella di fare ricorso al Tar della Liguria per impugnare il documento approvato dall’ente regionale. La giunta di Vado Ligure, all’unanimità, si è detta favorevole per questa iniziativa. Decisivo anche l’ultimo incontro tra i due primi cittadini, che alla fine hanno condiviso la scelta di ricorrere al Tribunale amministrativo regionale.
Secondo quanto appreso resta da vedere se i due comuni savonesi presenteranno ricorso anche contro la recente autorizzazione ministeriale sulla realizzazione della nuova centrale, che prevedeva il restyling dei gruppi vecchi ed il nuovo gruppo da 460MW, oltre agli investimenti sulle fonti rinnovabili. La costruzione del terzo gruppo sarebbe stata inoltre subordinata all’ottenimento di risultati qualitativi e comunque è stata assoggetta alla procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale.
“Sebbene tale documento d’intesa presenti punti importanti per il monitoraggio dell’inquinamento finalizzato alla tutela della salute pubblica, restano scoperti e non soddisfacenti altri parametri, come per esempio il risanamento del territorio e quindi il conseguente miglioramento della qualità di vita dei cittadini, che non sono stati considerati o posti in essere e senza alcuna data certa per la loro attuazione” affermano i sindaci Attilio Caviglia e Alberto Ferrando.
“La scelta del ricorso ad un atto endoprocedimentale è motivata dal fatto che la normativa non dà risposte certe sulla possibilità di ricorrere contro il provvedimento autorizzativo finale del Ministero dello Sviluppo Economico senza aver prima impugnato la delibera regionale. Nonostante questa decisione i Comuni di Vado Ligure e Quiliano hanno comunque intenzione di interagire con la Regione Liguria per trovare soluzioni ad ulteriore garanzia sugli aspetti ambientali e sanitari, per poi eventualmente avviare una trattativa, che deve partire dall’attuazione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) sui gruppi esistenti, anche con l’azienda”.
“L’obiettivo delle due amministrazioni, oltre a quello sempre perseguito di tutela della salute pubblica, è quindi redigere un documento (metodologico e operativo) condiviso con la Regione da sottoporre all’azienda entro comunque i termini utili per ricorrere al TAR, nel quale sia prevista l’adozione e il mantenimento nel tempo delle risorse tecniche per l’accertamento, il monitoraggio e la verifica in continuo da parte di un soggetto pubblico degli agenti inquinanti presenti sul territorio, riconosciuti dalla comunità scientifica come elementi tipici delle zone industriali tali da incidere sulla salute dei cittadini e sulla qualità ambientale” aggiungono i due sindaci.
“I sistemi di rilevamento dovranno essere in grado di monitorare le polveri fini ed ultrafini, la radioattività, i metalli pesanti e l’effetto aerosol di queste sostanze, andando a colmare l’attuale carenza di dati certi ed inconfutabili necessari per qualsiasi preventiva valutazione. In tale documento verranno definite le modalità per effettuare una corretta e scientificamente ineccepibile indagine epidemiologica i cui risultati, insieme all’elaborazione di tutti i dati ambientali raccolti, concorreranno all’elaborazione della Valutazione di Incidenza Sanitaria (VIS), non ancora prevista dalla normativa regionale, ma ritenuta necessaria per una corretta e contestualizzata verifica dell’impatto sanitario dell’ampliamento della centrale e di ogni futuro intervento industriale progettato nel comprensorio” concludono Caviglia e Ferrando.