
Vado Ligure. La trattativa tra Regione e Comuni di Vado e Quiliano sembra volgere al termine per trovare la quadra sull’ampliamento della centrale termoelettrica. Con il passaggio odierno, ossia la firma del decreto presso il Ministero dello Sviluppo Economico, si fissa l’ultimo tassello autorizzativo per l’azienda energetica. Resta la questione legale posta dai sindaci Caviglia e Ferrando.
Ieri in via Fieschi i due primi cittadini si sono incontrati con l’assessore regionale Renata Briano. Pare che, oltre al nodo ambientale, la discussione abbia riguardato anche l’ipotesi (altrettanto invisa agli amministratori comunali) del terzo gruppo, che è già comunque condizionata alle verifiche sulla qualità dell’aria.
Attilio Caviglia insiste sulla misurazione totale dell’inquinamento cittadino, per avere un’analisi comulativa degli impatti locali di tutte le sorgenti inquinanti. L’idea avrebbe incontrato un primo interesse in Regione. Un passo avanti per allentare il braccio di ferro.
Ora la partita inter-istituzionale si gioca in particolare sul ricorso contro l’ampliamento che i Comuni di Vado e Quiliano intendono presentare al Tar, sollecitati dai comitati e dalle associazioni anticarbone. Un ricorso quasi obbligato, a questo punto, con l’apertura del negoziato, più sotto l’aspetto amministrativo che politico. Quello dell’impugnativa, infatti, è un impegno preso congiuntamente dai consigli dei due enti locali interessati. Perciò, non si è esclude che la pratica ritorni all’essame delle due assemblee cittadine.
L’assessorato all’ambiente della Regione ha ribadito ai Comuni le compensazioni derivanti dall’operazione: Tirreno Power si è impegnata a corrispondere ai Comuni di Vado e di Quiliano un importo pari a 0,10 euro per ogni MWh di energia elettrica prodotta da VL6, nei primi tre anni di esercizio di quest’ultima. Si stima quindi circa un milione di euro per i due enti, da dividersi in parti uguali, divisi in circa 300 mila euro per tre anni. Sette milioni e mezzo, invece, andranno all’ente regionale da destinare al fondo annuale per i programmi ambientali.
TP realizzerà un nuovo gruppo da 460 MW e ricostruirà integralmente, partendo dalle fondazioni esistenti, quelli obsoleti per adeguarli alla tecnologia più moderna. L’ipotesi del terzo gruppo è rimandata, a lavori finiti: si parla quindi di oltre 10 anni. Ma Vado e Quiliano, anche su questo punto, sembrano richiedere maggiori rassicurazioni. Allo stesso tempo chiedono atti importanti per installare la rete di monitoraggio ambientale.
Un nuovo incontro si terrà giovedì prossimo in Regione. E si prevede cruciale.