
Regione. “Anche tre ospedali sarebbero troppi nel Savonese”, secondo Fulvio Moirano, direttore dell’Agenas, che nel recente convegno albenganese sulla chirurgia ortopedica ha invitato “a fare scelte politiche coraggiose in campo sanitario”.
Di avviso opposto il consigliere regionale Stefano Quaini, presidente della Commissione Sanità ed esponente dell’Idv: “Abbiamo il San Paolo di Savona, il Santa Corona di Pietra con il Dea di II livello, l’ospedale di Cairo che sta attuando una fase importante sulla Day Surgery e l’ospedale di Albenga, di recente costruzione, che è impensabile chiudere, come del resto quello di Cairo. Come ha ribadito questa Regione e lo stesso presidente Burlando, sono presidi sufficienti alle esigenze dei savonesi. E qualche volta anche quattro ospedali vanno in tilt”.
“Come posti letto per acuti la provincia savonese va bene così com’è – prosegue Quaini – Non vedo perché, in questo momento difficile di governo del territorio, parlare di eliminare ospedali. I quattro ospedali del Savonese sono tutti molto caratterizzati, con mission diverse fra di loro, e che collaborando formano due poli integrati tra loro. Nel 2012 la Regione Liguria sta dando risposte dal punto di vista sanitario e non è commissariata”.
“Ribadisco che l’assetto ospedaliero attuale va bene nel Savonese. Si può correggere qualcosa nei doppioni. Savona attira più delle altre province per le sue eccellenze: si pensi alla chirurgia della mano o alla chirurgia protesica di Pietra o al MIOS di Albenga. Il nostro sistema savonese offre risposte sovralocali. Credo poco alle classifiche che ho visto in questi giorni. Dietro ci sarà qualche regia, probabilmente” osserva il consigliere regionale dell’Idv.
“Se qualcuno pensa che si possa investire solo nel privato, sottraendo al pubblico, vedremo i risultati. Sono curioso di vedere cosa farà il ministro Balduzzi sulla legge sull’intramoenia, che provocherà un dissessto e una fuga di medici dal settore pubblico – conclude Quaini – L’Italia dei Valori ha una posizione lineare: quattro ospedali in provincia di Savona fortemente differenziati vanno bene. La strada da seguire, invece, è potenziare i servizi territoriali”.