
Savona. Quindici anni fa, nel 1997, due albanesi erano stati condannati a sei anni di reclusione per l’accusa di aver rapinato nell’ottobre ’95, la gioielleria Delfino a Cairo. Dopo vari passaggi in Appello e in Cassazione, stamattina, il fascicolo relativo a quella rapina è tornato in tribunale a Savona, in udienza prelimiare. Per un difetto procedurale infatti il procedimento per uno dei due imputati, Arben Bylishi, 46 anni, è stato fatto ripartire praticamente da zero.
Questa mattina il gup Donatella Aschero ha quindi rinviato nuovamente a giudizio, per l’accusa di rapina, l’albanese, attualmente irreperibile, che nei prossimi mesi sarà quindi processato davanti al Collegio del tribunale di Savona. Secondo l’accusa i due albanesi sono gli autori della rapina (che fruttò un bottino di 210 milioni di lire) alla gioielleria Delfino di Cairo, nel corso della quale i banditi spararono due colpi di pistola contro due agenti di polizia penitenziaria che li stavano inseguendo. Parte del bottino fu poi abbandonato nei boschi e recuperato dai carabinieri.
Bylyshi in un primo momento era stato individuato, mentre l’altro imputato, il connazionale Thelaj Muhamet non era mai stato individuato. Non era mai stato identificato invece un terzo complice che, secondo gli investigatori, aiutò gli altri due nella rapina. In principio ai due albanesi era stato contestato anche il tentato omicidio, accusa dalla quale sono stati assolti.