
Albisola Superiore. Gli operai della Fac di Albisola sono disposti a “non commettere atti scriteriati” durante la Milano-Sanremo, in cambio di una ripresa televisiva per divulgare la crisi in cui versa lo stabilimento, una crisi legata alla liquidità più che agli ordinativi, ma che ha paralizzato la produzione. Stanchi della mancanza di risposte, i 160 dipendenti della storica azienda avevano preso in considerazione il blocco della corsa al passaggio degli atleti sull’Aurelia.
“Abbiamo barattato di non commettere atti scriteriati in cambio di una ripresa televisiva per far emergere il nostro disagio” riferisce Alessandro Milanesi, referente della Rsu. “Faccio appello a tutta la comunità albisolese a presentarsi mezz’ora prima dell’arrivo della corsa in via Casarino dove, all’inizio del ponte sul Sansobbia, apporremo il nostro striscione” aggiunge.
“Ognuno di noi ogni volta che va in vacanza ed entra in un bar per prendere un caffè sta probabilmente tenendo tra le mani un nostro prodotto e questo è sempre stato per noi albisolesi fonte di vanto e orgoglio – dice Milanesi – Il nome di Albisola viene per associazione collegato alla ceramica. Ma ceramica non è solo un angioletto dipinto su un vaso o un’acquasantiera appesa ad una parete. Anche le nostre tazzine sono racchiuse nella parola ceramica e con la perdita della nostra azienda si perderebbe anche un pezzo della nostra Albisola”.
“Il decorso naturale di un’azienda senza lavoro è la chiusura, ma noi non siamo un’azienda senza lavoro. La fabbrica in questi mesi è stata avvolta dal silenzio delle macchine che non operavano ma non dal silenzio dei telefoni che continuavano a squillare quotidianamente da parte di chi richiedeva e voleva il nostro prodotto, perché noi ci siamo distinti nel corso degli anni per la qualità del nostro Made in Italy” conclude Milanesi.