
Albisola Superiore. “Più il tempo scorre nell’inerzia, più si perdono quote di mercato”. Il commento sulla Fac di Albisola è di Fulvio Berruti della Cgil, che fa appello all’azienda: “Ci sono 160 lavoratori senza risposte. La proprietà ci comunichi che cosa intende fare. E’ vero che c’è la cassa integrazione, ma è per alleviare temporaneamente il disagio dei lavoratori. Non è una soluzione. Servono risposte strutturali per assicurare la continuità produttiva, e sinora non ci è stato detto nulla”.
Gli ordinativi ci sono, ma non si possono evadere: manca il denaro liquido. E’ un circolo vizioso, perché senza una base e l’iniezione di almeno 1 milione e 200 mila euro non c’è prospettiva né di rilancio né di proseguimento dell’attività ordinaria. Né si può programmare la delocalizzazione, sempre all’interno dell’Albisolese.
“La fabbrica è ferma, fatta eccezione per piccole lavorazioni. L’urgenza però è quella di una riconquista degli spazi di mercato, perché un acquirente fa presto a rivolgeresi ad un’altra ditta per le tazzine. Non possiamo più stare in stand-by” osserva Berruti.
La cassa integrazione durerà 13 settimane. “Il disagio che stanno vivendo i lavoratori è l’incertezza. Sappiamo del problema di liquidità. Ma almeno la proprietà ci riferisca di eventuali contatti con investitori o meno: ci faccia sapere qualcosa” conclude l’esponente sindacale della Cgil.