
Savona. Anche nell’incontro odierno all’Unione Industriali, la dirigenza della Owens Corning ha confermato la chiusura dello stabilimento di Vado prevista per giugno. Dopo la doccia fredda di venerdì scorso al Ministero, gli obiettivi, ormai, sono quelli della tutela dei lavoratori e degli ammortizzatori sociali. Nessuna prospettiva, quindi, per il sito produttivo locale stritolato dai costi energetici, ma un percorso “paracadute” per i dipendenti.
L’azienda ha condiviso la cassa integrazione di 12 mesi più altri 12 mesi per cessazione attività: la vertenza ora prosegue con l’apertura di un tavolo al Ministero del Lavoro. La multinazionale ha offerto di ricollocare una parte degli operatori attualmente inseriti a Vado nelle altre fabbriche Ocv in Brianza e in Francia, ma senza numeri e senza certezze.
Secondo quanto riferito da Fulvio Berruti della Cgil, l’obiettivo sindacale è ora l’accordo quadro per tutelare i lavoratori e allo stesso tempo definire un possibile programma di reindustrializzazione del siti, anche con agevolazione, a partire dall’allacciamento dell’energia tramite Tirreno Power. Le dichiarazioni di impegno espresse nel recente tavolo sulla crisi in Provincia saranno fatte valere al dicastero dello Sviluppo Economico.
Secondo quanto emerge, la ditta Alcoa sta procedendo in sede ministeriale per un accordo sull’energia sul modello di quello che era già previsto con TP. Nuovo incontro presso la sede dell’Unione Industriali savonese è fissato per il 15 marzo.