
Pontinvrea. La storia dei quattro cani sfrattati a Pontinvrea sta scatenando la solidarietà dei savonesi e non solo. In atto una vera e propria mobilitazione pubblica per sollecitare Comune, Asl e organi competenti ad arrivare al più presto ad una soluzione positiva di questa storia di amore che sta commuovendo un po’ tutti.
La vicenda riguarda Stanlio, Ollio, Franco e Ciccio, che dopo essere rimasti orfani del loro padrone Jachi – morto nel 2009 a seguito di un malore non hanno voluto allontanarsi dalla loro vecchia casa. Una parentesi da randagi che si è conclusa grazie all’aiuto di alcuni volontari, sostenuti anche dell’Aina (Associazione Internazionale Nucleo Ambientale), che hanno posizionato cucce e ciotole all’interno di un terreno privato, chiedendo al sindaco Camiciottoli di fare da intermediario convincendo la proprietaria a concederlo loro in comodato d’uso gratuito.
Secondo quanto appreso, la proprietaria del terreno, la signora Vanna Tessore che vive a Torino, non sarebbe stata contattata ancora ufficialmente da nessuno, ma sarebbe disposta al dialogo. Resta comunque il problema di dove sistemare gli orfanelli dopo lo sfratto.
In queste ore sono in molti ad aver aderito ad una vera e propria mobilitazione per trovare un piccolo appezzamento di terreno, che possa essere recintato per mettere in sicurezza gli animali, che ogni giorno rischiano la loro vita, specie quando c’e la caccia aperta, perché corrono in mezzo alla strada spaventati dagli spari.
“Il minimo che si possa fare è aiutare i volontari a trovare un posto per questi cani, così come è stato promesso già da molti mesi” scrive Andrea.
“A volte, dei gesti controcorrente, magari anche poco onerosi, restituiscono stima, popolarità, ma soprattutto dignità da parte di chi ha il potere di agire e non lo fa. Nella speranza di una sua decisione positiva della faccenda” scrive Davide dell’Associazione No Profit I Senza Cuccia rivolgendosi al primo cittadino di Pontinvrea.
E ancora: “La civiltà di un popolo si vede da come tratta i suoi animali. Basta un po’ di buona volontà “ scrive Sonia.