
Vado L. Nel febbraio di un anno fa, a Vado, mentre attraversava le strisce pedonali con la moglie, un pensionato di 68 anni, Rinaldo Alessandri (che aveva lavorato a lungo come dipendente in un panificio a Legino), era stato investito dall’auto condotta da un cinquantasettenne di Cengio, v.D.L. L’urto era stato violentissimo e per l’uomo non c’era stato nulla da fare: quache giorno dopo Alessandri era morto all’ospedale San Paolo di Savona.
Questa mattina, in tribunale, davanti al giudice Donatella Aschero il guidatore dell’auto, che era stato indagato per omicidio colposo, ha patteggiato sei mesi di reclusione. L’autista, dopo quel tragico schianto, aveva spiegato di essere stato abbagliato dal sole: “Me li sono trovati di fronte all’improvviso – aveva detto agli agenti della polizia municipale -. Non andavo forte, ma non ho potuto evitare l’urto.
Rinaldo Alessandri era stato investito insieme alla moglie Patrizia Massa, cinquantenne, davanti alla loro casa, al civico 48 sulla via Aurelia. Le condizioni dell’uomo erano apparse disperate già durante i primi soccorsi: il pensionato, infatti, per tre volte era andato in arresto cardiaco, e per tre volte i sanitari del 118, utilizzando il defibrillatore, erano riusciti a fargli riprendere il battito. Era stata invece ricoverata nel reparto di traumatologia dell’ospedale San Paolo la moglie che aveva riportato la frattura di una gamba, giudicata guaribile dai sanitari in un mese.
Secondo quanto ricostruito dai vigili urbani, i due coniugi erano appena usciti dal portone di casa e stavano attraversando l’Aurelia per andare a buttare il sacchetto con la spazzatura nel contenitore situato dall’altra parte della strada. Proprio in quel momento era sopraggiunta l’auto, una Ssangyong, condotta da V.D.L., che li aveva travolti.