
Bardineto. Avrebbero – questa almeno la tesi della Procura – incassato senza averne titolo dei contributi in agricoltura grazie a fondi statali e comunitari erogati, con il benestare della Comunità Montana Alta Val Bormida, tramite il Piano regionale di Sviluppo rurale 2000-2006. Per questa vicenda in nove sono stati rinviati a giudizio.
Si tratta dei titolari di alcune aziende agricola di Bardineto e Albenga (Mauro Franchelli, Bruno Franchelli e Marco Ravera) che avrebbero ottenuto fondi statali e comunitari rispettivamente di 700 mila, 448 mila e 415 mila euro. Gli altri soggetti rinviati a giudizio (il processo ai aprirà il 5 ottobre prossimo ad Albenga davanti al giudice Filippo Pisaturo) sono il tecnico Luigi Domenico Risso di Cairo, che avrebbe firmato le relazioni di regolare esecuzione dei lavori e le attestazioni di spesa, gli imprenditori Rosina Ghirardo di Ormea, Vito e Luigi Durante di Calizzano, Raul Capriotti di Imperia e Massimo Mattiauda di Bardineto.
Un decimo indagato, A. M. (assistito dall’avvocato Massimo Badella), titolare di un’impresa edile della Val Bormida, ieri ha invece scelto di pattegiare 6800 euro di multa ed è uscito dal processo. Come altri colleghi, era indagato per aver emesso false fatture grazie alle quali, nelle relazioni presentati dai proprietari dei terreni (indagati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche), sarebbero state fatte figurare spese ingenti, non effettivamente sostenute, ma grazie alle quali vennero ottenuti sostanziosi contributi.
Ad esempio, da una delle imputazioni si ricava che uno degli indagati nella richiesta di contributo dichiarò di aver spese per lavori in economia 40 mila euro, quando secondo le indagini della Procura le spese reali per quei lavori furono di 655 euro in tutto. Solo per quella specifica richiesta, il contributo (indebito secondo la Procura) fu di 65 mila 568 euro.