
Vado L. Un territorio che viene via via prosciugato del proprio tessuto industriale e che si vede privato di una realtà economica che cade a picco sotto i colpi della concorrenza straniera. Si tratta della Ocv di Vado Ligure, l’ex Vetrotex ceduta da Saint Gobain alla multinazionale statunitense Owens Corning, di cui l’Unione Industriali di Savona ha ufficialmente annunciato l’imminente chiusura nel corso di un incontro che si è tenuto questa mattina.
Colpa della competizione spietata che arriva da Cina e Malesia che producono a prezzi decisamente inferiori. L’azienda è specializzata nella fusione e nella produzione del “filo” di vetro utilizzato per rinforzare gli stampati di plastica largamente utilizzati nelle costruzioni e sulle auto, solo che “ad Est” lo si fa a costi più contenuti. Il risultato, ad oggi, è che 130 lavoratori (che arrivano a quota 200 se si contano quelli dell’indotto) perdono il proprio posto di lavoro. E quella di Vado Ligure è solo una delle “filiali” della Ocv destinate a scomparire nell’Europa occidentale.
“I costi di produzione, qui, sono altissimi, soprattutto quelli relativi al consumo di energia – commenta Fulvio Berruti della Filctem Cgil – Siamo molto arrabbiati anche perché, a questo proposito, nel 2008 avevamo firmato a Roma un accordo con azienda, Unione Industriali, Provincia, Comune di Vado Ligure e Tirreno Power e che prevedeva un collegamento con un cavo diretto tra Ocv e centrale per abbattere del 18% le spese legate all’energia. Un accordo unico in Italia che avrebbe avuto bisogno di ulteriori autorizzazioni, anche di tipo legislativo, e che sono sfumate per il disinteresse delle istituzioni”.
“Il risultato, ora, è la chiusura di un’azienda che, nel 2009, aveva investito 20 milioni di euro in nuove tecnologie ‘accompagnando’ sì alla pensione una trentina di persone, ma dalla quale ci aspettavamo almeno 10 anni di ‘tranquillità’. E invece, come al solito, a farne le spese sono i lavoratori – sottoliena Berruti – Oggi riuniremo i dipendenti in fabbrica e, entro domani, ci recheremo in Comune a Vado Ligure per portestare. Poi ci aspettiamo un interessamento di Regione e Provincia”.
“Qui nessuno sembra rendersi conto che sta franando il tessuto industriale della nostra provincia e che bisogna mettere all’ordine del giorno della politica il tema del lavoro. Stop alla politica da talk show, ci vuole serietà: è il momento che anche i parlamenari savonesi agiscano in questo senso. Tra crisi di Fac, Ferrania, Isoltermica e Ocv sono già 700 i nuovi disoccupati”, conclude Berruti.