
Laigueglia. Appassionante, spettacolare ed incerto fino agli ultimi chilometri. Questo, in poche parole, il 49° Trofeo Laigueglia che ha premiato quest’anno Moreno Moser: dove non era riuscito lo zio Francesco ce l’ha fatta l’ultimo rampollo della dinastia di Palù di Giovo.
A fare la differenza sono stati gli ultimi cinque chilometri: dopo 191 km percorsi ad altissima velocità, le rampe del Muro di Pinamare hanno stroncato il grosso del gruppo lasciando in avanscoperta un drappello forte di una ventina di unità che si è presentato compatto ai piedi del Capo Mele.
Finale emozionante sul Capo Mele, sulle cui rampe ha spiccato il volo il figlio d’arte, Moreno Moser (Liquigas Cannondale) che ha mantenuto una manciata di secondi di vantaggio sul resto del gruppo regolato allo sprint Miguel Angel Rubiano Chavez (Androni) e Matteo Montaguti (Ag2r).
Ordine d’arrivo ufficioso:
1° Moreno Moser (Liquigas Cannondale)
2° Miguel Angel Rubiano Chavez (Androni)
3° Matteo Montaguti (Ag2r)
Il trio è arrivato davanti ad altri due grandi campioni azzurri Gianluca Brambilla (Colnago) e Francesco Gavazzi (Astana). Da segnalare cinque attaccanti di giornata che hanno guidato la corsa per 140 chilometri, arrivando ad avere anche un vantaggio di otto minuti: si tratta di Ermeti (Androni), Balloni (Farnese), Osoriuo (Colombia), Dodi (Team Idea) e Garofalo (Nippo); Fanelli (Utensilnord) che ad un certo punto era arrivato a pochi secondi dagli uomini di testa, ma poi ha ceduto di colpo.
“Giornata da incorniciare per gli italiani – dice Piero Zangani, presidente Fci provinciale – con quattro giovani fra i primi cinque all’arrivo e tanti altri che si sono messi in luce in una splendida edizione del Laigueglia che è stato reso ancora più appassionante dall’introduzione della nuova spettacolare salita di Pinamare nel finale. Con questa di Moreno Moser per gli italiani si tratta già della decima vittoria stagionale. Elia Viviani ha infatti già vinto 5 corse, Francesco Chicchi, due, Vincenzo Nibali e Marco Marcato una ciascuno”.