
Savona. Erano accusati di rissa, rifiuto di fornire le proprie generalità, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni volontarie. Il pubblico ministero Giovanni Battista Ferro però ha derubricato due di questi reati: la resistenza in ingiurie e le lesioni da volontarie a colpose. La posizione di sette giovani, che erano stati rinviati a giudizio per la vicenda della rissa scoppiata in Darsena a Savona nel febbraio 2009, di conseguenza, si è alleggerita. L’accusa di lesioni, tra l’altro, vista l’assenza di querela e la mancanza dei requisiti per la procedibilità d’ufficio, è caduta..
Gli imputati, Marco Gamarra, Francesco Becchi, Davide Rebagliati, Giulio Pretin, Alessandro Pellicciotta, Francesco Bonacci e Alessio Ottonello, di età compresa tra i 36 ed i 23 anni, tutti assistiti dall’avvocato Nazareno Siccardi, hanno così scelto la via del patteggiamento. Queste le pene concordate: Becchi 360 euro di multa, Gamarra, Pellicciotta e Bonacci 300 euro di multa, Rebagliati e Ottonello 200 euro di multa, mentre Pretin, che doveva rispondere solo dell’accusa di rifiuto di fornire le generalità, ha patteggiato 150 euro di ammenda.
I sette erano finiti nei guai la sera tra l’8 ed il 9 febbraio 2009 quando in Darsena era scoppiata una rissa tra loro ed un gruppo di albanesi. Una pattuglia di carabinieri intervenuta per riportare l’ordine, secondo l’accusa, era stata aggredita, prima verbalmente, poi anche di fatto dai ragazzi italiani. Un brigadiere della radiomobile aveva rimediato lesioni giudicate guaribili in 7 giorni. Gli albanesi, armati di coltelli, erano invece riusciti a fuggire.