
Albenga. Fin da subito aveva avuto timore che venissero usati due pesi e due misure. Adesso la mamma di Tomaso Bruno, condannato all’ergastolo in India insieme all’amica Elisabetta Boncompagni per la morte del loro compagno di viaggio e amico Francesco Montis, sembra essere convinta che sia accaduto proprio questo nell’ambito della vicenda dei due fucilieri della Marina fermati in India, accusati dalle autorità indiane di essere coinvolti nella vicenda della petroliera Enrica Lexier e, di conseguenza, nella morte di due pescatori indiani.
Marina Maurizio infatti, sulla pagina Facebook che sostiene il figlio, scrive: “E così la bilancia dell’ingiustizia già pende da una parte: ai marò è stata concessa la presenza di esperti balistici italiani, a Tomaso ed Elisabetta è stata negata la presenza di un medico di parte durante l’esecuzione dell’autopsia…”. Insomma la mamma del giovane albenganese vuole sottolineare la diversità di trattamento ricevuta dai due giovani italiani che, fin dalle prime fasi delle indagini, non sono stati tutelati a dovere.
Quando in Italia era arrivata la notizia del fermo dei marò, la mamma di Tomaso aveva detto: “E adesso stiamo a vedere come si comporterà lo Stato Italiano, il capo di imputazione (art.302) è lo stesso di quello con cui è stato arrestato Tomaso..”. Mentre un occhio è sempre puntato a quello che succede in India, in Italia, gli amici e sostenitori di Tomaso ed Elisabetta si stanno attivando per urlare la loro innocenza.
Gli amici dei due ragazzi italiani condannati all’ergastolo in India infatti tramite un video caricato su Youtube, sul canale ad essi dedicato (www.youtube.com/user/TomasoLibero) invitano a creare degli “spot” per lanciare un appello per la liberazione dei due giovani. “Create un video e caricatelo sul canale TomasoLibero”, sono le parole dei membri del gruppo “Alziamo la voce”, che vogliono in questo modo “amplificare” il loro messaggio. “Questa volta ognuno deve dare il proprio contributo con la propria voce, la propria faccia e il proprio pensiero. Un video, tanti video…una voce comune” è l’inizio dello spot e del susseguirsi di visi e di parole.
“La giustizia indiana ha preso un abbaglio… Facciamo sentire alla giustizia indiana, quella vera, che Tomaso ed Elisabetta sono innocenti”, gridano con forza gli amici ingauni e non. Il video dovrà durare al massimo un minuto e sarà destinato ad unirsi agli altri appelli “virtuali”.
Tomaso Bruno insieme all’amica Elisabetta Boncompagni è rinchiuso nel carcere indiano di Varanasi da quasi due anni. I due ragazzi sono stati condannati all’ergastolo per la morte del loro amico Francesco Montis, trovato agonizzante nella camera d’albergo che i tre condividevano a Varanasi. Omicidio, è la tesi dell’accusa, mentre la difesa ha sempre sostenuto si sia trattato di morte per cause naturali.