
Savona. Otto patteggiamenti e un rinvio a giudizio. E’ questo l’esito dell’udienza preliminare sulla vicenda giudiziaria legata al crac “Granoliva”, il gruppo alimentare che aveva sede a Stella e produceva a carattere industriale prodotti di panificazione (pane e grissini) destinati poi al commercio in supermercati e ipermercati, che aveva portato in manette con l’accusa di bancarotta fraudolenta in concorso gli allora rappresentanti legali della società.
A patteggiare, tutti con l’accusa a vario titolo ed in concorso di bancarotta fraudolenta, sono stati: Emilio Cinelli, Carlo Milesi e Domenico Briano (tutti e tre ad un anno e sei mesi di reclusione), Alberto Briano (a 11 mesi e dieci giorni di reclusione), Armando D’Alessandro e P. C. (entrambi ad un anno e dieci mesi), Giovanni Cigalino (ad un anno e 4 mesi). L’unico imputato che non ha scelto di patteggiare, Cecilio Fusar Bassini, è stato invece rinviato a giudizio: dovrà comparire davanti al Collegio del tribunale il prossimo 19 novembre.
Le ordinanze di custodia cautelare emesse per questa vicenda, nel dicembre 2009, avevano colpito Armando D’Alessandro,P. C. e Carlo Milesi. I fatti contestati si riferiscono al fallimento delle società del gruppo alimentare “Granoliva” ed al presunto dissesto patrimoniale che, secondo gli accertamenti delle fiamme gialle, ammonterebbe a circa due milioni di euro. Le indagini dei finanzieri, coordinate dal sostituto procuratore Ubaldo Pelosi, avrebbero infatti rivelato ripetuti episodi di distrazione e sottrazione delle risorse societarie, attraverso, sostengono gli investigatori, il sistema delle false fatturazioni e la simulazione di operazioni di finanziamento ad altre società che sono poi risultate riconducibili agli stessi indagati.
Armando D’Alessandro, P. C. e Carlo Milesi, stando a quanto viene specificato nell’ordinanza di custodia cautelare, fra il 2000 e il 2007 si erano avvicendati nella carica di legali rappresentanti delle due società (“I granoliva srl” e “granoliva Srl”), poi dichiarate fallite: D’Alessandro quale membro del Cda, dal 25 gennaio 2000 al 4 gennaio 2007 e amministratore unico;P. C. quale presidente del Cda dal gennaio del 2000 al 26 aprile del 2004 e quale amministratore di fatto; Milesi quale consigliere dal 6 giugno 2001 al 26 aprile 2004, e presidente del Cda fino al 4 gennaio del 2007 e infine amministratore di fatto. Gli accertamenti bancari ed i controlli incrociati con i vari clienti e i fornitori delle società fallite, avrebbro inoltre consentito alle fiamme gialle di individuare sette “evasori totali”, nei cui confronti sono stati contestati ricavi non dichiarati per tre milioni di euro e violazioni all’Iva per oltre un milione di euro.