
Le navi della Costa Crociere hanno fatto almeno 10 “passaggi ravvicinati” all’isola del Giglio e il 14 agosto scorso la Concordia passò ad una distanza di circa 150 metri e ad una velocità di 17 nodi, la stessa situazione in cui si è trovata il 13 gennaio scorso quando poi è naufragata. E’ quanto sostengono una memoria e una consulenza tecnica che gli avvocati Pietro Ilardi e Francesco Compagna – assieme allo studio Clifford di Chicago – hanno consegnato ai pm di Grosseto
Nella memoria i legali – che assistono diversi passeggeri italiani e stranieri che erano a bordo della nave – sostengono che quello dell”inchino’ è dunque una consuetudine per le navi della Costa. Una prassi che, affermano ancora gli avvocati, emergerebbe chiaramente dal libro scritto dal comandante Mario Palombo (allegato alla memoria) e presentato proprio su una delle navi della Costa.
Complessivamente sono una decina i passaggi delle navi individuati e coinvolgono quattro diversi comandanti. Ma non solo: della consulenza tecnica che i legali hanno consegnato qualche settimana fa alla procura di Grosseto, si afferma che la Concordia il 14 agosto scorso fece il passaggio ravvicinato al Giglio – autorizzato dalla stessa società e di cui era informata anche la Capitaneria di Porto – a circa 150 metri dalla costa e a 17 nodi. Dunque alla stessa distanza e alla stessa velocità tenuta dal comandante Schettino lo scorso 13 gennaio, prima di schiantarsi sullo scoglio.