
Albenga. Due pesi e due misure. E’ questo il timore dei familiari di Tomaso Bruno, condannato all’ergastolo in India insieme all’amica Elisabetta Boncompagni per la morte del loro compagno di viaggio e amico Francesco Montis, dopo aver appreso del fermo di due fucilieri della Marina in India, accusati dalle autorità indiane di essere coinvolti nella vicenda della petroliera Enrica Lexier e, di conseguenza, nella morte di due pescatori indiani.
“E adesso stiamo a vedere come si comporterà lo Stato Italiano, il capo di imputazione (art.302) è lo stesso di quello con cui è stato arrestato Tomaso..” scriveva ieri su Facebook la mamma di Tommy, Marina Maurizio. Dal Governo è stato comunicato che una delegazione italiana dei ministeri degli esteri, della difesa e della giustizia, è attualmente al lavoro in India offrendo così “una cornice di riferimento diplomatica”, per garantire che al di là degli sviluppi legati all’atteggiamento della polizia locale, i due governi centrali “si muovano in maniera concordata”.
Insomma non si può certo dire che dopo il fermo di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, questi i nomi dei due marò italiani, il Governo non si sia attivato per risolvere la situazione e tutelarli. Per il governo indiano non vi sono dubbi che trattandosi di un peschereccio indiano e di due vittime indiane “debba prevalere la legge della territorialità”, mentre per l’ambasciatore Giacomo Sanfelice e per la missione interministeriale era evidente che l’episodio, avvenuto su una nave battente bandiera italiana ed in acque internazionali, dovesse essere sottratto all’autorità di New Delhi.
L’imputazione da verificare per i due militari è quella prevista dall’art. 302 del codice penale indiano che prevede la condanna massima della pena di morte o l’ergastolo, ha affermato da parte l’ispettore generale della polizia Padma Kumar del distretto di Ernakulam, dove i due militari si sono consegnati alle autorità indiane. La stessa accusa formulata contro Tomaso ed Elisabetta.
Nonostante il Governo si sia mosso attivamente per i due militari la mamma di Tommy non vuole alimentare nessuna polemica e sottolinea: “Io aspetterei di vedere gli sviluppi degli eventi, è vero si sono mobilitati ben tre Ministeri, ma per ora i metodi sono gli stessi usati con Tomaso…cerchiamo invece di farci sentire e di far citare ache il caso di Tomaso ed Elisabetta quando si parla di questa vicenda…”.