
Savona. Pedinamenti, telefonate ed sms che arrivavano a tutte le ore, anche nel cuore della notte. Tutto perché lui, un cairese di 56 anni, non accettava la decisione di una quarantaduenne di interrompere il loro rapporto di amicizia. Una conoscenza che, almeno per l’uomo, con tutta probabilità, nascondeva anche un altro tipo di sentimento e di interesse. Un amore non corrisposto che lo aveva portato a perseguitare la donna.
Mesi di appostamenti sotto casa, fuori dal luogo di lavoro e di chiamate farcite di insulti, ma anche per dichiarare quello che provava. Un comportamento che aveva finito per suscitare uno stato di ansia e di paura nella donna che si era così decisa a denunciare l’uomo. Il cairese, accusato di stalking, nonostante avesse ricevuto un ammonimento, non aveva lasciato in pace la donna continuando a perseguitarla.
Per questi episodi, inziati nel settembre 2009 e proseguiti nei mesi successivi, il cinquantaseienne era stato rinviato a giudizio. Questa mattina, in tribunale, è stato condannato a due mesi e 20 giorni di reclusione con la sospensione condizionale della pena.