
Savona. La neve non ha fermato l’azione dei carabinieri che a Roma hanno scovato un viado brasiliano coinvolto nel giro di sfruttamento e prostituzione ormai sgominato dal comando provinciale dell’Arma di Savona. Dopo le sette donne sudamericane finite in manette nei giorni scorsi, le porte del carcere di aprono per Rafael Cunha Santos, 31 anni, che nella capitale aveva stabilito la propria base operativa, dopo essere stato per un certo tempo in Liguria.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il suo ruolo era quello di controllore ed esattore: verificava che le ragazze versassero quote dei proventi all’organizzazione e le teneva monitorate. Anche lui dovrà rispondere di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione.
Il viado agiva in concerto con Juliana Ferreira Gomes, la connazionale brasiliana, fermata a Firenze, ritenuta la coordinatrice delle case a luci rosse, degli appuntamenti e dei guadagni di ogni singola prostituta con un giro d’affari facilmente intuibile, se si stimano 200 euro al giorno a prostituta e un centinaio di squillo in attività. Le prostitute, tutte straniere, venivano fatte ruotare tra Liguria, Emilia, Piemonte e Lazio, dove sono state scoperte le case d’appuntamento. Le ragazze erano costrette a versare metà dei loro guadagni al sodalizio criminale.
L’organizzazione organizzava la “filiera” del meretricio: dal reclutamento all’estero delle prostitute (soprattutto sudamericane), al viaggio aereo, alle pratiche per i documenti, all’affitto degli alloggi per gli incontri, alle inserzioni per promuovere i “momenti di relax” e “massaggi”. In un anno e mezzo di indagini (coordinate dal colonnello Giovanni Garau e dal comandante del reparto operativo Olindo Di Gregorio) gli investigatori hanno completato il quadro per stroncare il giro così ramificato.
Le case a luci rosse nell’ambito sanovese sono state individuate in diverse aree del capoluogo: corso Vittorio Veneto, via San Lorenzo, via Carducci, via Nizza, via Traversagni, via Ponchielli, via Dei Mille, via Busserio, via Ponchielli. Questi gli appartamenti dedicati al mestiere più antico del mondo scoperti dai carabinieri nel capoluogo provinciale, durante l’operazione che ha portato all’arresto di sette donne sudamericane per sfruttamento della prostituzione.
Succursali hard anche in condomini di Vado Ligure in via Ferraris, di Loano in via San Giuseppe, di Andora in via Rattalino. Poi ancora nelle altre province ad Arenzano in via Olivette, a Chiavari in corso Valparaiso, a Diano Marina in via Agli Orti, a San Bartolomeo al Mare in via della Repubblica e ad Imperia in via Piririnoli. Altri centri sono stati individuati fuori liguria, a Grosseto, Prato, Firenze, Frosinone, Massa Carrara, Cassino, Faenza e Marina di Massa.
Le sette donne erano state arrestate in esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Donatella Aschero. A cinque, Juliana Fereira Gomes, 32 anni, ritenuta il capo dell’organizzazione, Soares Da Fonseca Deizany, 26, Martha Lucia Beltran Cifuentes, 49, Elsa Tatiana Walteros Chestas, 38, e Bekit Neami Berthe, 44, è stata contestata l’accusa di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione; altre due, Martinez Castillo Milagro, 44, dominicana, e Rosa Marcela Moncayo Andrade, di 35, sono accusate di concorso in sfruttamento della prostituzione. Ennesimo tassello nel giro stroncato dai carabinieri, Rafael Cunha Santos, individuato a Roma. Il viado brasiliano faceva da esattore, imponendo un rigido controllo sulle attività delle prostitute.