
Albisola Superiore. Versa sempre in condizioni critiche la Fac di Albisola, con le quote di mercato a picco, la chiusura dei rubinetti del gas da parte di Sorgenia e 149 operai che non sanno cosa ne sarà del futuro. Il piano Orsi per un possibile salvataggio, con la vendita dell’ex deposito dell’Acts a Capo, avallato dalla proprietà, è stato salutato con interesse dalle parti. Mancano sempre, però, gli investitori.
“Il Comune si rende disponibile a una variante sulle aree Fac se quest’ultima dovesse delocalizzarsi sul territorio, la proprietà manifesta l’intenzione di farsi anche da parte interamente o parzialmente basta che l’azienda sopravviva – osserva Alessandro Milanesi per la Rsu e Uilcem – Il Comune è anche disposto a far costruire al posto del vecchio deposito Acts a un imprenditore, basta che la plusvalenza venga messa nel capitale Fac. E parliamo di Fac, un nome conosciuto in tutto il mondo nel suo settore”.
“Ovunque nel mondo della torrefazione – dice Milanesi – nessuno sbatte il telefono in faccia a Fac. Ora mi chiedo ma imprenditori, degni di essere chiamati tali, con motivazioni, ideee, e capacità di rendere quest’azienda un gioiello dal punto di vista organizzativo, non ne esistono più?”.
“L’Unione Industriali, la Provincia, la Regione, e anche il sindaco senatore Orsi, che qualcosa ha provato a fare per lo meno, possibile che non ne trovino uno? La perdita della Fac sarebbe innanzitutto un massacro sociale, visto che le maestranze non sono operai specializzati, e faticherebbero a riciclarsi nel mondo del lavoro, sempre che ne esista in questo paese e soprattutto in questa provincia. Molti poi sono marito e moglie. Per Albisola sarebbe una perdita inestimabile anche per il mantenimento di paese della ceramica” conclude Milanesi.