
Albisola Superiore. Il senatore Franco Orsi, sindaco di Albisola, svolge alcune considerazione sulla crisi industriale e occupazionale che attanaglia provincia e regione.
“Aziende grandi e piccole chiudono, altre ridimensionano le strutture produttive e quasi nulla si muove sul fronte di nuove iniziative e nuove aziende – osserva – Ricordo qualche anno fa che avevo letto una analisi, che mi aveva colpito, su una delle aree a piú elevata densità produttiva del mondo: la Silicon Valley; in quell’area vi era una elevatissima ‘mortalità’ di aziende che si accompagnava ad una ancor più elevata nascita di nuve iniziative. Come in una foresta muoiono e nascono ogni giorno centinaia di piante, altre si ammalano ed altre crescono e si sviluppano e cosí, piaccia o non piaccia, funziona il mondo dell’economia in cui si mischiano le vicende delle persone, gli errori e le genialità e i condizionamenti di un mondo complesso ed in grande trasformazione”.
“La globalizzazione e lo sviluppo tecnologico (e dei prodotti) accelerano i cambiamenti e modificano i mercati e sempre sarà tutto più rapido nelle trasformazioni indipendentemente dalla crisi. Non dico che questo mi piaccia ma credo che sia oggettivamente quello che succede e, nonostante i correttivi che bisogna organizzare, continuerà ad accadere” dice Orsi.
“Cosa accade di drammatico oggi, in Italia in Liguria ed anche nella nostra Albisola? Che nella ‘foresta’ le piante sembra muoiano soltanto e si ammalino e pochissime sono le nuove iniziative, pochissimi i piani di sviluppo e per 1 posto di lavoro perduto non ce ne è uno che nasce… In fondo quella infelice battuta del prof. Monti sul posto fisso tra le tante risposte che ha provocato quella piú seria diceva piú o meno cosí: ‘cambierei volentieri posto di lavoro se ce ne fosse uno in alternativa al mio!’. Ecco perché nella grave preoccupazione di questa crisi ció che mi fa piú paura è che sembra prevalere nell’opinione pubblica e nei mass media non una domanda e di nuove iniziative economiche, di investimenti e sviluppo da contrapporre alla crisi delle aziende che chiudono, ma una avversione verso ogni iniziativa che viene proposta”.
Prosegue Orsi: “Siamo ostili alle crociere perchè causano traffico, vorremmo chiudere le centrali elettriche perché inquinano, non vogliamo le piattaforme portuali e porticcioli perché deturpano il paesaggio e vorremmo che i nostri bar e discoteche chiudessero presto la sera per non avere disturbo! Pensate che io faccia facili semplificazioni? Ebbene allora ditemi un progetto di sviluppo che è stato presentato nelle nostre zone e nelle nostra provincia che non abbia trovato piú ostilità e avversione che sostegno”.
“Se non sosteniamo, con i piú corretti paletti ambientali e di qualità, le iniziative economiche che vengono proposte della nostra “foresta” resteranno solo le piante che piú o meno naturalmente muoiono” conclude Franco Orsi.