
Vado L. E’ durissimo l’attacco che il segretario provinciale del Pd, Livio Di Tullio, fa nei confronti del sindaco di Vado Ligure, Attilio Caviglia, già “bersagliato” questa mattina dai lavoratori riuniti nel corso del corteo di protesta contro al chiusura dello stabilimento Ocv, che “cade” sotto le picconate della concorrenza straniera lasciando a casa circa 150 persone.
“Questa mattina è andato in scena l’inevitabile scontro tra cicale e formiche: quelli come Caviglia sono stati cicale e questi lavoratori sono stati le formiche, e questo è il momento del confronto – esordisce Di Tullio – C’è stato chi su questo territorio si è occupato di lavoro e sviluppo e chi ha approfittato di questioni serie come l’ambiente per lavarsi le mani di questa gente e del problema nazionale del lavoro. Qui a Vado si tratta di un problema esplosivo visto che si tratta di una cittadina ‘tradizionalmente’ industriale. Il fatto è che per la prima volta c’è un’amministrazione che non è in grado di afferrare la bandiera del lavoro e portarla avanti”.
“Se al posto dell’attuale sindaco ci fosse stato qualcuno come gli ex primi cittadini Roberto Peluffo o Carlo Giacobbe a quest’ora la situazione della Ocv sarebbe nota da tempo in Comune, dal momento che si tratta di due persone che avevano un rapporto diretto con le imprese e che dunque si sarebbero informati per tempo: a quest’ora avrebbero già chiesto da tempo alla Regione e al governo di intervenire. Infatti è proprio il governo che deve intervenire perchè una multinazionale non può, dalla sera alla mattina, portare via le scatole da un territorio che ha sfruttato per 40 anni: se se ne vogliono andare devono cercare un’alternativa di lavoro per chi resta”.
“Il fatto è che è dal sindaco che dovrebbe partire tutto, ma non è capace – insiste il segretario Pd – Caviglia deve decidere di guadagnarsi i soldi che i cittadini gli danno, deve mostrarsi in grado di salvaguardare ambiente e sviluppo: nessuno gli chiede di avvelenare le persone, gli si chiede solo di sedere ai tavoli in cui si decide rappresentando i vadesi”.
“Su OCV il sindaco di Vado parla di tragedia sociale e casca dal pero. In questo conferma di essere una cicala; pure distratta visto che non sa quello che succede ormai da mesi, alle aziende del suo territorio. Sappiamo già quale sarà la reazione alle nostre parole: speculazione politica su una tragedia sociale, solidarietà ai lavoratori. In Comune a Vado non sanno dire altro. In compenso sono molto bravi a fare ricorsi al TAR con i soldi dei cittadini. Ma su OCV il ricorso al TAR non si può fare e i lavoratori della sua solidarietà non sanno che farsene, non ci mangiano né ci pagano il mutuo. Se vuole dare una mano si preoccupi di creare le condizioni per convincere OCV a restare oppure perché arrivi una nuova impresa. Dovrebbe sapere di cosa parliamo visto che ha avuto l’onore di lavorare nel passato con sindaci che erano capaci di preoccuparsi e di fare e qualcosa dovrebbe avere imparato. Se fa questo noi saremo al suo fianco. Perché da questa crisi si esce solo creando le condizioni per il lavoro” conclude Di Tullio.