
Liguria. In Liguria oltre 780 persone sono ammesse alle misure alternative alla detenzione. Lo afferma Roberto Martinelli, segretario del Sappe definendo il fenomeno un vero e proprio ‘carcere invisibile’ capace di “contendere il primato di sovraffollamento al carcere di Marassi”. “Scontare la pena fuori dal carcere – scrive Martinelli in una nota – per coloro che hanno commesso reati di minore gravità ha una fondamentale funzione anche sociale” e in parte risolverebbe il grave problema del sovraffollamento.
“Credo – scrive Martinelli – che si dovrebbe puntare in questa direzione e mi auguro che il Parlamento approvi quanto prima la conversione in legge del decreto del Governo che introduce interventi urgenti per il contrasto alla tensione detentiva determinata dal sovraffollamento delle carceri”.
Secondo Martinelli, a oggi in Liguria 47 persone sono impiegate in lavori di pubblica utilità e lavoro all’esterno, 97 sono in libertà vigilata, 196 in detenzione domiciliare, 35 in semilibertà e 405 affidate in prova ai servizi sociali. A Imperia e provincia, “dove opera un ufficio distaccato di esecuzione penale, otto sono le persone impiegate in lavori di pubblica utilità, 13 sono in libertà vigilata, 15 in detenzione domiciliare, 4 in semilibertà e 49 affidate in prova ai servizi sociali”. Secondo Martinelli, “efficienza delle misure esterne e garanzia della funzione di recupero fuori dal carcere potranno far sì che cresca la considerazione della pubblica opinione sui queste misure alternative che nella considerazione pubblica non vengono attualmente riconosciute come vere e proprie pene”.