
Albisola. Massimo impegno da parte della Regione Liguria per la vertenza della Fac di Albisola, con l’assessore regionale Enrico Vesco pronto a sentire l’azienda per capirne le reali intenzioni e se esiste un piano industriale credibile che possa permettere un iter di delocalizzazione, considerata da tutti l’unica via percorribile per il salvataggio della storica azienda albisolese, specializzata nella produzione delle tazzine.
E’ quanto emerso nell’incontro che si è svolto in Comune ad Albisola alla presenza dell’assessore regionale, della Provincia di Savona e dei sindacati di categoria, che hanno confermato la protesta di giovedì prossimo sotto la sede di Palazzo Nervi.
“La proprietà deve fornire garanzie sulla volontà di delocalizzare sul territorio, con il mantenimento dei livelli occupazionali – sottolinea Fulvio Berruti della Cgil -, senza contare che si parla di una operazione di minimo tre-quattro, visto l’iter amministrativo e burocratico necessario per delocalizzare una fabbrica (vedi i casi della Testa e della Gavarry), quindi è fondamentale istituire un tavolo istituzionale che possa governare la difficile fase che attendono i lavoratori, e comunque lo stesso percorso di ammortizzatori sociali potrebbe non essere sufficiente” conclude l’esponente della Cgil.
Attualmente sono 135 i lavoratori in cassa integrazione su un totale di 148. L’azienda ha inoltre chiesto in questa difficile situazione dei sacrifici ai dipendenti: riduzione di un terzo delle ferie, la conversione del 10% dello stipendio in obbligazioni, continuando però a ‘produrre 500.000 pezzi di produzione al mese nelle ore di lavoro ordinario, o con straordinari non retribuiti.