
Liguria. Dopo una lunga e tortuosa trattativa è stato trovato l’accordo sul trasporto pubblico locale in Liguria e nel savonese. Il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando ha firmato un documento con le organizzazioni sindacali e, fra poco meno di dieci giorni, si presenterà all’appuntamento con il Governo in posizione più forte.
“Superiamo il difficilissimo 2012, lavorando insieme per non far fallire le aziende e poi vediamo”. ha detto Claudio Burlando. “Se il 26 gennaio, come prospettato, il Governo metterà a disposizione del comparto 1,6 miliardi di euro invece dei 400 fissati dall’esecutivo Berlusconi – ha commentato Burlando – potremmo respirare un pò e se avremmo riconosciuta più flessibilità su gomma e rotaia lavoreremo anche meglio” ha sottolineato il Governatore riferendosi alla propensione di Roma di voler tutelare le ferrovie anche a discapito del trasporto pubblico su gomma.
“Con l’accordo firmato oggi tutti i Comuni e le Provincie dovranno farsi carico di questa ricetta, ma è comunque un accordo transitorio, perchè dal 2013 cambierà tutto”. Il prossimo anno infatti il Governo è intenzionato a fiscalizzare il trasporto pubblico locale e a puntare su un processo di efficientamento dell’intero sistema. “Per ora lavoriamo per non fare fallire le aziende, tutti i cittadini liguri usano il trasporto pubblico, cerchiamo di superare quest’anno difficilissimo – ha concluso Burlando- e poi vediamo”.
Siglato l’accordo, restano ora da trovare i fondi mancanti. Anche ammesso che il governo stanzi 1,6 miliardi e che alla Liguria arrivino i 135 milioni, il “buco” rispetto al 2010 rimane. “I soldi non si fabbricano – è la risposta di Andrea Gatto, Faisa Cisal – se le risorse saranno insuficcienti, la Regione dovrà integrare con la leva fiscale, ad esempio agendo sulle tariffe del bollo auto”. Secondo i calcoli dei sindacati a fronte di un aumento di 10 euro per ogni bollo, risulterebbero 13 milioni di euro in più nelle casse regionali”.
“Quanto al giro di boa atteso per il 2013 “attraverso un sistema di fiscalità il governo immagina di dedicare risorse per mantenere il sistema del Tpl – conclude Gatto – se manterrà gli impegni i cittadini avranno la mobilità, altrimenti le aziende falliranno e nascerà un conflitto sociale, perché 150 mila persone non si faranno certo buttare in mezzo alla strada senza replicare”.