
Savona. “E’ stato allucinante. Nessuno ci diceva nulla e il personale straniero urlava per il panico tra di loro. Abbiamo preso da soli i giubbotti salvagente rompendo le vetrine nei corridoi. E siccome erano pochi ce li rubavamo tra noi”.
Ecco un’altra testimonianza di una crocerista, che racconta l’emergenza vissuta in prima persona sulla nave Costa Concordia, inabissata davanti all’isola del Giglio. “Mentre eravamo a cena, stavamo mangiando il primo, sono volati piatti e bicchieri all’improvviso, poi è andata via la luce più volte. Poi siamo caduti l’uno addosso all’altro e la gente si calpestava e la gente camminava sopra altra gente con la nave che andava sottosopra”.
La stessa turista ha riferito che “i pochi giubbotti disponibili erano per bambini e non per persone adulte”. “Ora – prosegue il racconto della donna – sto cercando di contattare un’amica che era con me e non so più dove sia. Il suo telefono squilla a vuoto ma lei non risponde”. Un problema, secondo la turista, è stato il fatto che “gran parte del personale non parlava italiano e non sapeva cosa fare e né ovviamente ci dava indicazioni”.