
Agg. 21.20 Si aggrava la posizione del comandante della Costa Concordia. I reati contestati al comandante della Francesco Schettino, che è in stato condotto nel carcere di Grosseto, e al primo ufficiale in plancia, Ciro Ambrosio, sono omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave mentre c’erano ancora molti passeggeri da trarre in salvo.
Il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, è in stato di fermo. La conferma arriva dalla Procura di Grosseto, mentre il ministero ha aperto un’inchiesta sul tragico incidente alla nave di lusso impegnata nella crociera nel Mediterraneo. “La roccia non era segnata sulle carte” si è difeso il comandante, davanti agli inquirenti che cercano di capire perché l’enorme imbarcazione sia finita contro uno scoglio a meno di duecento metri dalla riva, all’isola del Giglio.
Le isolette dette ‘scole’, però, come sanno gli abitanti del posto, sarebbero ben segnalate sulle mappe. “Sarà l’inchiesta della magistratura a chiarire se si sia trattato di un guasto tecnico o di altro. Da parte nostra ci sarà una collaborazione franca, completa e trasparente con l’autorità giudiziaria” afferma Gianni Onorato, il direttore generale della Costa Crociere mandato al Giglio per assistere gli oltre 3 mila passeggeri.
La compagnia di navigazione esclude in maniera assoluta qualsiasi errore nelle procedure di evacuazione della nave. Nonostante diversi passeggeri abbiano raccontato che dal momento dell’impatto con lo scoglio, all’ordine di abbandonare la Concordia, sia passata oltre un’ora. Le cose si sono complicate in seguito ad una “repentina inclinazione” del gigante lungo 290 metri, che ha reso difficile e in alcuni casi impossibile calare le scialuppe e le zattere così come previsto dalle procedure.
“Le procedure di sicurezza ed evacuazione previste in questi casi sono state eseguite nei tempi corretti, le norme sono state rispettate dal comandante – spiega Onorato – e corretta è stata anche la decisione del comandante di evacuare la nave Concordia quando ha ritenuto che ci fossero le condizioni di sicurezza”.
Ora le operazioni si stanno concentrando nella parte di nave sott’acqua, per accertare che non vi siano altri cadaveri. Tre squadre di sommozzatori della Guardia Costiera sono arrivate da Napoli, Genova e San Benedetto e si sono immerse per verificare che non ci siano ancora persone sott’acqua. E’ invece terminata l’ispezione della parte a secco della nave.
La nave stava effettuando una crociera nel Mediterraneo partita da Civitavecchia con scali previsti a Savona, Marsiglia, Barcellona, Palma, Cagliari, Palermo. I passeggeri imbarcati erano di 62 nazionalità diverse, i più numerosi, secondo i dati forniti dalla compagnia, gli italiani (989), a seguire i tedeschi con 568 e i francesi 462; la maggior parte degli italiani a bordo erano sardi (208), seguiti da siciliani (195), piemontesi (148) e lombardi (142). I passeggeri emiliani erano 71, 69 i veneti, 42 i toscani, 21 i liguri e 12 i laziali.
Il vice ministro alle Infrastrutture e Trasporti Mario Ciaccia e le strutture tecniche del ministero “sono in costante contatto da stamane – si legge nella nota – con la competente Capitaneria per assicurare il massimo supporto del ministero alle operazioni di gestione dell’emergenza”. Il ministero ha aperto un’inchiesta sull’accaduto.