
Qualcuno, dopo un improvviso scossone e il buio nelle sale della nave, davanti all’invito a mettersi il salvagente “per precauzione”, ha pensato al Titanic di cui, tra qualche mese, ricorre il centenario dall’affondamento.
Il “colosso” in difficoltà, questa volta, era la Costa Concordia che, dopo essersi incagliata su una secca davanti all’Isola del Giglio, si è piegata su se stessa, tra il terrore delle 4.200 persone a bordo. Il bilancio è drammatico: sono sei le persone morte nell’incidente di ieri sera. Si parla di malori e di ipotermia per chi, durante le operazioni di evacuazione, è caduto (o si è gettato per paura) in acqua. Alle due di notte erano ancora duecento i passeggeri in attesa che gli elicotteri li portassero in salvo.
La brutta avventura per gli oltre 3.000 turisti e i 1.000 membri dell’equipaggio arriva all’ora di cena, quando gli ospiti della Costa Concordia sono a tavola ai ristoranti della nave da crociera nei pressi dell’Isola del Giglio: uno scossone, poi la luce che va via e l’inizio dell’incubo.
La nave era attesa a Savona per la prima tappa della crociera “Profumo degli agrumi” nel Mediterraneo, ed era partita da Civitavecchia. L’Isola del Giglio era a due passi quando la nave, per motivi ancora da accertare, si è incagliata alle secche di Punta Gabbianara. La Concordia ha cominciato ad imbarcare acqua e ad inclinarsi sul fianco destro a causa di una falla che si sarebbe aperta nella zona di poppa.