
India. L’attesa decisione per la liberà su cauzione non è arrivata neppure oggi. L’istanza, presentata dai legali di Tomaso Bruno ed Elisabetta Boncompagni, i due ragazzi italiani condannati in primo grado all’ergastolo per la morte del loro compagno di viaggio Franscesco Montis e ancora rinchiusi nel carcere di Varanasi in India, sembra quasi non voler essere esaminata ed i continui rinvii appaiono ormai una vera e propria presa in giro.
I genitori del ragazzo ingauno, che si sono nuovamente recati in India, attendono con ansia la decisione dell’Alta Corte Indiana dal 19 dicembre, ma per ora nulla. Domani, venerdì 5 gennaio torneranno a far visita a Tomaso in carcere.
“Anche oggi niente esito dell’udienza del 15 dicembre 2011. Sembra proprio che vogliano tenervi in carcere il più possibile! E’ vergognoso, e noi qui senza poter far nulla…E lo Stato Italiano?” si chiede la madre di Tomaso, Marina Maurizio, che ha commentato su Facebook un altro rinvio sulla sospirata libertà su cauzione, che permetterebbe ai due giovani italiani di affrontare il processo d’Appello con maggiore serenità.
Diversi i messaggi di incoraggiamento e solidarietà alla famiglia di Tomaso Bruno espressi su Facebook: “Tenete duro…”, “è vergognoso che due cittadini italiani non possano difendersi in un paese come l’india…gridiamo tutti ad alta voce l’innocenza di Elisabetta e Tomaso…Lo Stato italiano ci dissangua e non fa altro…”, “se fossero dei vip non sarebbero rimasti in carcere così a lungo…”, “Ma dov’è chi ci dovrebbe difendere contribuendo a fare chiarezza su questa vicenda che sembra un romanzo di Kafka? Tenete duro, teniamo duro! Pur nel nostro piccolo, noi non vi abbandoneremo mai…”.