
Savona. Era il 4 marzo del 2006 quando un operaio varazzino di 37 anni, Riccardo Badiale, era morto sul lavoro dopo essere stato investito sull’A10, all’altezza dell’uscita per la barriera di Zinola. Oggi in tribunale si è chiuso con tre condanna ad un anno di reclusione il processo che vedeva imputati, con l’accusa di omicidio colposo, tre persone: i due datori di lavoro dell’uomo e il conducente del mezzo che aveva provocato l’investimento.
Si tratta di Giancarlo Vedeo, varazzino, il presidente della società per cui lavorava la vittima (la “Lavajet” di Genova, dello stesso gruppo che gestisce la discarica rifiuti della Ramognina e ha un centinaio di dipendenti), il direttore tecnico e consigliere d’amministrazione della società, Maurizio Bruzzone, e Giuseppe Castelli, palermitano, conducente del furgone che, tamponando l’auto che a sua volta aveva travolto l’operaio, era accusato di aver materialmente provocato l’incidente mortale.
Vedeo e Bruzzone erano accusati di non aver messo in atto quelle misure di prevenzione infortuni che, secondo la Procura, avrebbero forse potuto salvare la vita all’operaio. La famiglia di Badiale (i genitori della vittima sono i proprietari dei Bagni Eden di Varazze) si era costituita parte civile nel processo, i genitori con l’avvocato Giacchero, i fratelli con l’avvocato Giaccardi. Il giudice ha così previsto per i tre imputati il pagamento di una provvisionale per il risarcimento del danno, il cui definitivo ammontare sarà da concordare in sede civile, di 70 mila euro per i genitori e di 30 mila per i fratelli.
L’incidente si era verificato intorno alle tre di notte: Badiale si trovava sulle strisce zebrate spartitraffico tra la corsia per il casello di Savona e quella per l’innesto con l’A6: segnalava, con una torcia elettrica, la presenza dei colleghi che, poche centinaia di metri più avanti si stavano occupando della pulizia dei catarifrangenti del guardrail. All’improvviso la tragedia. Una Y10 condotta da un alassino di 33 anni, G.A., che procedeva in direzione Ponente, era stata tamponata dal furgone condotto da Castelli: sbandando, era finita sullo “zebrato” travolgendo Badiale che era deceduto poco dopo l’arrivo dei soccorsi. I medici del 118 avevano tentato a lungo, inutilmente, di rianimarlo.