
Savona. Quattro anni e sei mesi di reclusione. Si è chiuso con questo verdetto, questa mattina, il processo a Giamberto Botta, un trentacinquenne varazzino che doveva rispondere di furto, rapina e ricettazione per quattro episodi avvenuti ad Albissola Marina e ad Albisola Superiore, nella primavera del 2007, fra aprile e maggio. Per lui il pm aveva chiesto otto anni di reclusione.
Secondo quando accertato, l’uomo di solito agiva indossando un casco dal motociclista che gli nascondeva parzialmente la faccia, e puntava l’attenzione sulle borse lasciate dalle proprietarie in macchina. Il primo episodio sarebbe accaduto ad Albissola quando Botta avrebbe rubato la borsa con i documenti che una signora, R.D., aveva lasciato sul sedile lato passeggero. Poi sarebbe entrato in azione di nuovo nel maggio del 2007 sempre ad Albissola, ma questa volta nell’auto c’erano due donne, L.B. e A.A., che l’uomo avrebbe minacciato dicendo: “Adesso state ferme e zitte”. Poi avrebbe rovistato nell’abitacolo ma senza trovare nulla da rubare.
Il rapinatore sarebbe poi entrato in azione ancora ad Albissola Marina, ai danni di P.C., una settantenne alla quale avrebbe portato via la borsa con 150 euro dopo averla minacciata e averle dato un calcio. Infine l’ultimo colpo contestato, ad Albisola: il furto di una borsa lasciata dalla proprietaria, V.M., in auto, sopra un sedile. Il pubblico ministero Chiara Maria Paolucci aveva poi contestato a Giamberto Botta anche l’accusa di ricettazione di uno scooter utilizzato per fuggire dopo uno dei furti che era infatti risultato rubato.