
Varazze. Nuova manifestazione di protesta dei lavoratori dei cantieri ormai ex Baglietto di Varazze. Un corteo sarà per le vie cittadine mercoledì 11 gennaio, a partire dalle ore 9:00. I sindacati scalpitano di fronte alle incertezze sull’acquisizione da parte di Azimut Benetti e le fasi di liquidazione fallimenatare che si protraggono da tempo. “Non siamo disposti a tollerare ulteriori dilazioni e tentennamenti da parte del ragioniere Galantini di fronte all’unica offerta credibile avanzata per il cantiere di Varazze dal ritiro dei Balducci e dopo oltre un anno e mezzo di sacrifici, delusioni e promesse tradite” spiega Pietro Scartezzini per la Rsu.
“Per il cantiere di Spezia e per il marchio Baglietto, Galantini poteva scegliere, avendo le offerte in mano, di venderli separati a 22 milioni di euro; invece ha preferito rinunciare a 3,5 milioni accettando l’offerta del gruppo Gavio perché ha considerato fondamentali le garanzie sociali derivanti dal proseguimento dell’attività possibile solo mantenendo uniti il sito produttivo e il marchio, e ha ritenuto tranquillamente sacrificabile il cantiere di Varazze privato del valore del marchio” prosegue.
Per le organizzazioni sindacali l’unica offerta sulla carta credibile è quella avanzata dalla Azimut, che prevede di produrre due nuovi modelli dal prossimo anno, investimenti di 7 milioni per l’acquisto del cantiere, 7,5 milioni per il completo rifacimento dei capannoni e il passaggio diretto per tutti i dipendenti. Mentre, sempre per i sindacati, la presenza di Monaco Marine rischierebbe di mettere in crisi i molti cantieri di refitting presenti nella marina di Varazze e nella provincia di Savona.
“Perché Galantini insiste con l’assoluta necessità di incassare 7 milioni dalla vendita del cantiere di Varazze dopo averlo pesantemente svalutato separandolo dal marchio? – è la domanda della Rsu – Stanti la documentazione fornita ad oggi dalla procedura e le dichiarazioni dello stesso Galantini, non esiste nessuna giustificazione logica alle pesanti critiche mosse all’offerta Azimut. Se esistono ragioni che giustificano questo atteggiamento, pretendiamo che Galantini le renda palesi ai lavoratori, ai sindacati e alle istituzioni. Non si può più andare avanti senza la totale chiarezza della situazione”.
“Non chiediamo trattamenti speciali o di favore, pretendiamo solo che anche per Varazze, come avvenuto per Spezia, la valutazione delle offerte tenga fortemente conto dell’impatto sui lavoratori. Siamo stati depredati del marchio per garantire un futuro più certo al sito produttivo di La Spezia; possiamo però riprendere a produrre barche con un marchio di primissimo piano come Azimut: non permetteremo a Galantini di rubarci anche questa opportunità – concludono dalla Rsu – Anche le istituzioni sono chiamate a svolgere un ruolo fondamentale in questa vicenda: è infatti interesse pubblico che il cantiere riparta e che gli impegni presi sulla carta dall’Azimut vengano rispettati e trasformati in azioni concrete in grado di rilanciare la produzione dello stabilimento”.