
Finale Ligure. Sospiro di sollievo al canile finalese: Mirka, la bella meticcia fuggita durante la notte di capodanno, spaventata dai botti, è stata ritrovata. “Dopo due giorni di appostamenti finalmente siamo riusciti a riprenderla – riferiscono i volontari della struttura – La paura era che disorientata ed impaurita potesse non trovare più la strada per tornare in canile”.
“Le prime segnalazioni della sua presenza a Borgio Verezzi ci sono pervenute mercoledì mattina, una volta sul posto però non l’abbiamo trovata. Giovedì abbiamo organizzato un gruppo di ricerca a Verezzi senza alcun risultato.
Venerdì mattina un nuovo avvistamento a Gorra, nel borgo vecchio; arrivati subito sul posto l’abbiamo vista, ha mangiato e quando abbiamo tentato di avvicinarla è scappata subito; abbiamo continuato a seguirla tutto il giorno fino a notte fonda” raccontano dall’associazione Elsa Nata Libera.
“Sabato mattina abbiamo ricominciato le ricerche, ma solo nel tardo pomeriggio grazie all’intuizione di una nostra volontaria siamo riusciti a prenderla; infatti ci siamo ricordati che Mirka aveva un rapporto speciale con un altro cane del canile di nome Spad, siamo andati a prenderlo e appena si sono ritrovati hanno cominciato a giocare; a quel punto abbiamo spinto Spad ad entrare in un cancello di una abitazione del borgo vecchio di Gorra e Mirka l’ha subito seguito pensando ad un gioco, a questo punto l’abbiamo presa ed una volta al guinzaglio è stata ricondotta al canile”.
Ma il ritrovamento di Mirka non è l’unica bella notizia; molto probabilmente verrà anche adottata da una persona che ha preso cuore la sua storia e pensa di tenerla. “Ringraziamo tutte le persone che ci hanno contattato per segnalarci la sua presenza e soprattutto ringraziamo tutti i mezzi di informazione, giornali, quotidiani online, siti internet, radio, persone che hanno condiviso la foto nei social network. Questa storia ha avuto un lieto fine, tantissime altre purtroppo non si concludono con lo stesso risultato a causa dei botti di capodanno; ci auguriamo che sempre più persone prendano consapevolezza di questo problema e che scelgano altri modi, più sani, per festeggiare” concludono i volontari.