
Savona . Tirreno Power. Era questo l’argomento sul tavolo questa mattina in Procura dove, alle 9, è iniziata una nuova “riunione operativa”, fissata dai magistrati savonesi, per discutere dell’inchiesta sulla centrale Tirreno Power. Sui contenuti dell’incontro, che si è svolto al sesto piano di palazzo di Giustizia, non sono però trapelati dettagli e dalla Procura si sono trincerati dietro ad un “no comment”.
Seduti al tavolo c’erano i magistrati che seguono l’indagine, gli uomini della Polizia Giudiziaria ed il pool di consulenti nominati dalla Procura (Paolo Crosignani, primario dell’istituto Tumori di Milano, che è stato perito di parte per la popolazione di Casale Monferrato nel processo per le morti d’amianto, Valerio Gennaro, responsabile del dipartimento di Epidemiologia dell´Ist di Genova e membro dei Medici per l´Ambiente, e Paolo Franceschi, pneumologo di Vado Ligure, responsabile per l´ambiente dell´Ordine dei medici di Savona, ed i due esperti del settore biologico-scientifico che recentemente si sono aggiunti ai primi tre).
Gli inquirenti che si sono limitati a dire che quello della mattinata “è stato un lavoro molto articolato” e che gli esperti hanno presentato diverso materiale, nulla di più. E’ probabile che anche l’incontro di oggi, che era già stato calendarizzato, sia servito per fare il punto sull’inchiesta e per stabilire le prossime mosse da attuare (quali perizie eseguire e su quali aspetti puntare in principio).
La magistratura savonese attualmente ha due “filoni” di indagine aperti su Tirreno Power: uno che riguarda eventuali ipotesi di inquinamento ambientale di aria e acqua, l’altra che riguarda la tutela della salute. Per questo secondo filone, quello di cui si è discusso stamattina, i reati ipotizzati (al momento a carico di ignoti) sono di lesioni colpose ed omicidio colposo plurimo. Quello che la Procura vuole accertare è se ci sia o meno un nesso di causalità tra le emissioni della centrale e l’elevato tasso di mortalità rilevato nella zona di Vado.